Di Natale, 40 anni dalla morte

Il processo di beatificazione avviato nel 2018 è in corso a Roma
TERAMO. Le “Famiglie amiche di Pietrino Di Natale” ricordano in una nota il quarantesimo anniversario della scomparsa del 17enne studente di Colledara, attivo nel Movimento diocesano di Teramo, che il 20 agosto del 1984 annegò nel mare di Silvi. «Una morte, una tragedia come tante», si legge, «che poteva rimanere confinata nella cerchia familiare, e che invece, dopo quaranta anni, costituisce una luce per tante persone, giovani soprattutto, che vedono in Pietrino un esempio di vita da seguire. Ancora oggi giovani, ragazzi, famiglie, sacerdoti avvertono che – come il “chicco di grano che muore” – è nata una comunione profonda tra Cielo e Terra. Ogni anno il 20 agosto in tantissimi, non solo del Movimento diocesano, si ritrovano presso la tomba di Pietrino per pregare, per riflettere, per riscoprire – grazie a lui – la propria chiamata alla santità».
La nota ricorda che «il 10 dicembre 2018, con una solenne concelebrazione nella cattedrale di Teramo, è stato dato il via, dal vescovo Lorenzo Leuzzi, al processo di Beatificazione con l’insediamento del Tribunale ecclesiastico. Da allora sono state raccolte centinaia di testimonianze sulla vita di Pietrino, un ragazzo come tanti altri, studente al liceo scientifico di Teramo, che alternava i momenti di studio a quelli di svago propri della sua età. Ma proprio questa "normalità", unita alla costanza nella fede e allo speciale rapporto verso Dio e verso il prossimo, fanno di Pietrino Di Natale un esempio per molti, nella certezza che la santità si conquista nella quotidianità, senza bisogno di gesta eroiche o di episodi speciali. Da quel dicembre 2018 sono passati già sei anni, ed il processo di beatificazione si è spostato a Roma, presso la Congregazione delle Cause dei Santi. Nel frattempo il nome e la vita di Pietrino ispirano sempre più giovani ed adulti come esempio di vita».

