Di Natale e Recchiuti contro Tudisco: dice cose sbagliate

7 Ottobre 2020

PIETRACAMELA. «Paride Tudisco ha perso l'ultima occasione per stare zitto perchè la colpa della chiusura della stazione di Prati di Tivo è sua che non ha dato alla Gran Sasso Teramano la proroga,...

PIETRACAMELA. «Paride Tudisco ha perso l'ultima occasione per stare zitto perchè la colpa della chiusura della stazione di Prati di Tivo è sua che non ha dato alla Gran Sasso Teramano la proroga, richiesta anche dagli altri enti, della concessione all’uso dei terreni dove insistono gli impianti nella riunione dell'agosto scorso in Provincia». Secca la replica di Gabriele Di Natale, il liquidatore della Gran Sasso Teramano(Gst), la società pubblico-privata proprietaria degli impianti dei Prati e di Prato Selva in liquidazione, al presidente dell’amministrazione separata dei beni di uso civico di Pietracamela Paride Tudisco che lo ha accusato di «aver reso inevitabile il provvedimento di sospensione della concessione all'uso dei terreni perché non si è mai voluto rapportare con l’Asbuc in nessuna sede per risolvere bonariamente la situazione».
Provvedimento seguito da un decreto ingiuntivo da 54mila euro notificato alla Gst per i canoni 2016 non pagati e che ha portato alla chiusura della cabinovia. Un'azione che Di Natale ha definito «deleteria da un socio qual è l'Asbuc nel momento in cui si sta cercando di salvare la società che ha un milione e 300mila euro di debiti ed è in valutazione un’offerta di acquisto delle quote societarie». «Io faccio il liquidatore e devo soddisfare tutti i creditori, non solo l’Asbuc», prosegue Di Natale, «quando ci saranno i soldi provvederò al riparto delle somme in ragione dei gradi assegnati ai vari crediti. Il signor Tudisco dice cose inesatte sui giornali, ma si trincera dietro il silenzio abbandonando l’ultima assemblea della Gst prima della conclusione. Forse farebbe bene a chiedere scusa ai cittadini abruzzesi amanti della montagna e a quei pochi operatori che credono ancora nel rilancio di Prati di Tivo». Di Natale chiarisce la situazione sull’offerta di gestione pervenuta alla Gst. «Non ci sono le condizioni per accogliere la richiesta e non abbiamo avuto più notizie dal sottoscrittore che avrebbe provveduto a rimodularla», aggiunge, «a questo punto sarebbe il caso che Tudisco uscisse dalla Gst visto che il suo comportamento è lesivo per la conclusione positiva della liquidazione della società».
Anche il vice presidente della Provincia Alessandro Recchiuti chiamato in causa dal presidente dell’Asbuc dice la sua. «Vorrei ricordare a Tudisco che l’Asbuc ha fatto sempre parte della Gst e lui dovrebbe dare contezza a tutti i componenti degli usi civici che un decreto ingiuntivo del 2016 non è stato portato in esecuzione nel 2016 quando la società era in bonis e c’erano i soldi in cassa. Lo stesso Tudisco che ha votato la liquidazione della società e che d’improvviso si ricorda dell'ingiunzione del 2016. Un comportamento non corretto che dovrà essere valutato».
Adele Di Feliciantonio
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