Di Nicola: «Da azzerare i vertici del Bim»

TERAMO. L’azzeramento immediato del consiglio direttivo del Bim per ridisegnare una nuova gestione equa e rispettosa dei territori con un consorzio inclusivo che cambi volto: è la richiesta del vice...
TERAMO. L’azzeramento immediato del consiglio direttivo del Bim per ridisegnare una nuova gestione equa e rispettosa dei territori con un consorzio inclusivo che cambi volto: è la richiesta del vice sindaco di Torricella Sicura, nonché delegato Bim e candidato non eletto alla presidenza nelle elezioni del maggio scorso, Marco Di Nicola, che in una nota rincara la polemica sulla gestione del consorzio da parte del presidente Giuseppe D’Alonzo.
«Purtroppo il presidente, ancora non convalidato, ha clamorosamente contraddetto con le sue azioni tutti gli slogan», dice Di Nicola, «chiediamo, infatti, se cambiare volto significhi organizzare come primo atto un convegno sui fondi del Pnrr spendendo cospicue risorse; se inclusione significhi etichettare i Comuni consorziati di serie A e di serie B con disparità di trattamento rispetto all’erogazione dei contributi; se rispettare i territori significhi aumentare i costi del personale istituendo lo staff del presidente a discapito delle risorse da destinare ai Comuni. Gestire un ente sovracomunale», continua, «è molto diverso che amministrare un piccolo Comune di montagna e le vicende accadute sono l’emblema di una governance autoritaria, superba e superficiale che ha leso gravemente l’immagine dell’ente e il rapporto di fiducia con i Comuni e le comunità amministrate».
Di Nicola rafforza la sua tesi facendo riferimento a un caso specifico. «Le accuse mosse a D’Alonzo per aver affidato dei lavori di appalto di servizi a un suo parente configurano un atto gravissimo, aggravato dal fatto, come reso noto pubblicamente dal presidente, che i provvedimenti in questione sono state ritirati in via di autotutela una volta che si era diffusa la notizia», aggiunge «i sindaci del comprensorio sono fortemente sconcertati e imbarazzati da questa vicenda e da più parti si chiede un azzeramento della governance anche in considerazione del fatto che l’operatività dell’ente è stata gravemente compromessa: tutte le risorse da destinare ai Comuni risultano già impegnate con molti di essi che non hanno ricevuto alcun finanziamento, un fatto mai accaduto nella storia dell’ente». (a.d.f.)

