Di Pasquale: «Aiutiamo le aree interne»

19 Dicembre 2021

La presidente del Pd chiede misure contro lo spopolamento dei piccoli comuni: «Non rassegniamoci»

TERAMO. La presidente del Pd regionale, Manola Di Pasquale, lancia una crociata in favore delle aree interne. «Non rassegniamoci allo spopolamento», scrive in una nota, «dotiamo le aree interne di infrastrutture e recuperiamo i servizi essenziali di prossimità». Di Pasquale parte dai numeri di quella che definisce «emorragia cronica di abitanti» dei comuni dell’entroterra e snocciola dati: «Il comune di Valle Castellana ha perso in 38 anni 1.251 abitanti (passando dai 2.142 del 1981 agli 891 del 2019) seguito da Bisenti (-1191), Cellino Attanasio (-1090), Cermignano (-932), Castelli (-756), Cortino (-646), Rocca Santa Maria (- 522), Arsita (-482), Castiglione Messer Raimondo (-468), Montefino (-337) e ancora Pietracamela (-159) e Penna Sant'Andrea (-107). Così come in Abruzzo ci sono comuni con soli 82 abitanti, come Montebello sul Sangro, in provincia di Chieti».
Per Di Pasquale «la sfida è proprio quella di dotare queste aree di infrastrutture materiali e immateriali green, di agevolare il recupero dei servizi, senza i quali intere famiglie e soprattutto quelle con figli scelgono di andare via, e di creare le condizioni affinché altre famiglie vi facciano ritorno. È ora di aprire a tali riflessioni in termini di progettualità così che anche le aree interne possano trovare un'importante collocazione nei temi del Pnrr e della programmazione europea. In questi giorni si parla tanto di risorse economiche. Penso al Fondo di sostegno ai comuni marginali dal quale dovrebbero arrivare 9,7 milioni di euro per 87 comuni abruzzesi. Penso al progetto di legge regionale che prevede un assegno di natalità da 2.500 euro annui per tre anni alle famiglie che risiedono in un comune montano o decidono di trasferirvi la residenza per i successivi tre anni».
La presidente del Pd abruzzese conclude: «Come invertire la tendenza alla fuga? La sfida è agire oggi. Ben venga provare a spingere il “ripopolamento” con misure a favore di nuove attività imprenditoriali e commerciali, ben vengano azioni a sostegno delle famiglie. Abituarsi allo spopolamento è la peggiore delle misure da mettere in campo».(red.te)