Di Pasquale attacca Brucchi «Uno spreco nove assessorati»

19 Giugno 2014

Secondo l’ex candidata sindaco del Pd il primo cittadino vuole fare una giunta così grande solo per accontentare la maggioranza: «Tagliando le poltrone potrebbe risparmiare 150mila euro»

TERAMO. «“Brucchi è prigioniero della maggioranza e fa pagare la cauzione ai cittadini». Manola Di Pasquale usa questa immagine per descrivere quella che, secondo lei, è la situazione interna al centrodestra in vista del varo della nuova giunta comunale. «E’ una spartizione di poltrone pura e semplice», attacca l’ex candidata sindaco, affiancata da alcuni dei consiglieri di Pd e “Teramo cambia” tra cui le neoelette Francesca Chiara Di Timoteo e Maria Rita Santone, «Brucchi ha necessità di mantenere l’equilibrio tra le sei liste, di cui si è vantato in campagna elettorale, e fa una scelta che danneggia la città».

La giunta formata da nove assessori, ipotesi sulla quale starebbe lavorando il sindaco rieletto, per la rappresentante dei Democratici è il frutto di una logica spartitoria. «Altrimenti non si spiega perché il sindaco scelga di applicare il numero massimo di assessorati previsti per legge», afferma, «nonostante lui stesso dica che ci aspetta un bilancio di lacrime e sangue». A detta di Manola Di Pasquale la giunta, come l’ex candidata aveva indicato nel suo programma, va limitata a cinque componenti. «E’ impossibile farlo solo per chi non vuole», insiste, «e pensa solo a mantenere gli equilibri di maggioranza». Il taglio degli assessorati, secondo lei, consentirebbe un risparmio di 150mila euro annui che potrebbero essere destinati ad altri scopi.

La consigliera, che guiderà il gruppo più numeroso dell’opposizione, mette nel mirino anche le nomine del presidente e del nuovo consiglio di amministrazione della Team. «Questi incarichi non si affidano in base a esigenze di equilibri politici», evidenzia, «ma stabilendo prima la linea che s’intende seguire». Manola Di Pasquale ricorda, ad esempio, come sia in fase attuativa la legge che istituisce l’ente d’ambito unico regionale che raggrupperà i consorzi territoriali attualmente esistenti e detterà gli indirizzi sulla gestione del ciclo dei rifiuti. «Cosa vuole fare Brucchi per la Team? Come funzionerà il servizio? Come ridurrà la tassa su raccolta e smaltimento?», chiede l’ex candidata sindaco. «Sulla base della risposta a queste domande vanno scelti i componenti del consiglio di amministrazione, altrimenti si fa un ulteriore danno alla città».

Secondo il consigliere Gianguido D’Alberto, la scelta dei nove assessori conferma l’incapacità del sindaco Maurizio Brucchi a ridurre le spese. «Sono state eliminate solo quelle da cancellare per legge», afferma, «ma dov’era necessaria una scelta politica questa non è stata fatta». Il capogruppo uscente del Pd fa notare che, con il consiglio ridotto da 40 a 32 seggi e nove assessorati, il rapporto proporzionale tra giunta e consiglieri aumenterà anziché diminuire. Illogica, se non per accontentare qualche deluso, sarebbe anche la decisione annunciata dal primo cittadino d’istituire le figure dei consiglieri delegati. «E’ un’idea copiata dal nostro programma», precisa D’Alberto, «ma per noi aveva senso perché prospettavamo cinque assessorati».

Secondo il consigliere comunale Maurizio Verna, nella passata amministrazione hanno funzionato solo le deleghe alle feste e alle imposte. «Non si è visto nulla per commercio, urbanistica, manutenzioni, lavori pubblici e cultura, per cui ora basterebbero due assessorati», osserva, «e invece verranno spesi 800mila euro in più nei prossimi cinque anni, anche per far rientrare in aula quattro consiglieri non eletti». Mirko De Berardinis, coordinatore del circolo del Pd di Teramo centro, fa notare invece come nel centrodestra sia in corso una «becera lotta per gli assessorati sulle macerie del modello Teramo».

Gennaro Della Monica

©RIPRODUZIONE RISERVATA