Di Pasquale: il Pd non ha alcun problema

6 Dicembre 2016

«L’ala renziana ha combattuto da sola contro tutti, restiamo l’unico grande partito del Paese»

TERAMO. Per Manola Di Pasquale, promotrice dei comitati "Giuristi per Sì", lo stato di salute del Pd non è uscito affatto indebolito dalla consultazione referendaria, al contrario l'ala renziana ne esce a suo giudizio rafforzata. «Per quali motivi dovrebbero esserci contraccolpi all'interno del Pd? Dall'analisi del risultato elettorale», dichiara Di Pasquale, «sfugge che tutta la campagna referendaria e la sua progettualità è stata caricata sulle spalle del solo Pd renziano. A parte una percentuale marginale del Nuovo Centrodestra, che a livello nazionale rappresenta forse il 3%, questa proposta firmata Pd ha comunque ottenuto un 41% che non mi sembra poco. Peccato non sia bastato. Del resto se si pensa che il fronte del No è costituito da un 35% di elettori del Movimento 5 stelle, e da un 25% che riassume tutto il fronte che va dall'estrema destra all'estrema sinistra, è evidente che il Pd resta comunque il solo e unico grande partito di questo Paese. Questa del No è stata una vittoria di Pirro. Il Pd non ha alcun problema», ha detto ancora l'avvocato teramano, «semmai è l'Italia che adesso ha problemi». Per Manola Di Pasquale dunque eventuali riverberi interni alla dirigenza nazionale del Pd non dovrebbero tramutarsi in scossoni interni a livello locale. «Del resto», dice, «non c'erano a Teramo comitati per il No a firma del Pd».

Circa l'analisi dei possibili scenari futuri, anche Di Pasquale si sofferma sul destino politico di Brucchi, che a suo giudizio è ormai al capolinea. «Più vicine sono le elezioni politiche, come sembra evidente, più vicina è la sua fine, poiché la scelta delle candidature a livello politico nazionale e la definizione dello scacchiere passeranno anche per il Comune di Teramo, e quindi inevitabilmente tutte sulla testa di Brucchi».(m.d.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA