Di Pietro e Ciccocelli: «Estranei alle accuse di corruzione»

1 Agosto 2016

TERAMO. Finiti tra i 19 indagati dell’inchiesta per corruzione della Procura della Repubblica di Chieti, due dei 12 medici pediatri sotto accusa – entrambi del Teramano, entrambi molto noti sia per l’...

TERAMO. Finiti tra i 19 indagati dell’inchiesta per corruzione della Procura della Repubblica di Chieti, due dei 12 medici pediatri sotto accusa – entrambi del Teramano, entrambi molto noti sia per l’attività professionale che per altro – si difendono dicendosi estranei ai fatti. Si tratta di Mario Di Pietro, 62 anni, primario al San Liberatore di Atri nonché ex sindaco di Bellante, e di Roberto Ciccocelli, 62 anni, medico a Giulianova, noto come ex consigliere comunale e fautore di un comitato per la difesa dell’ospedale giuliese. Entrambi sono difesi dall’avvocato (nonché presidente della Provincia di Teramo) Renzo Di Sabatino e ritengono di poter spiegare tutto all’autorità giudiziaria che sta indagando su presunte tangenti avute, nella loro qualità di medici, in cambio della prescrizione di vitamine oppure di latte in polvere di quattro aziende di farmaci per neonati.

In una nota inviata al Centro da Di Sabatino, Di Pietro sostiene di non essere «socio né tanto meno amministratore della onlus Crescere, associazione che collabora da tempo con il reparto di pediatria dell'ospedale di Atri, ma da cui non ho mai ricevuto un centesimo. Non corrisponde al vero la circostanza che l'associazione abbia ricevuto dalla casa farmaceutica Dicofarm la somma di 5.000 euro come risulta dai documenti depositati all'autorità procedente. Non ho mai prescritto integratori della predetta casa farmaceutica, né di altre aziende, non occupandomi più da tempo, in quanto direttore del reparto, delle dimissioni dei neonati, né ho mai fornito in tal senso indicazioni ai miei collaboratori».

Quanto a Ciccocelli, dice di «non aver mai prescritto integratori o latte artificiale della casa farmaceutica Dicofarm, né di altre aziende, nell'ambito della mia attività di pediatra di base, come risulta dalla documentazione medica mia e delle farmacie di Giulianova, depositata all'autorità procedente. Non ho mai ricevuto alcun telefono cellulare dalla Dicofarm, a meno che non si tratti di un telefonino di modesto valore lasciatomi da un informatore di cui non ricordo nome e azienda nell'ambito di una generica offerta promozionale verso medici, avvenuta molti anni fa, che non ho mai usato».

Tutti e due i medici teramani si dicono, dunque, «estranei alla vicenda» e confidano «in una rapida archiviazione» della loro posizione. (a.i.)

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