Di Pietro lascia: «Il solo rimpianto è per il centro disturbi alimentari»

17 Dicembre 2019

Il primario della Pediatria va in pensione e lascia un reparto specializzato con sei ambulatori Spicca il servizio per anoressia e bulimia: «Ma manca una struttura residenziale per i pazienti»

TERAMO. In quarant’anni ha curato migliaia di bambini diventando il punto di riferimento di tanti genitori in tutto l’Abruzzo, e anche oltre. Dal 1° di gennaio Mario Di Pietro, primario del reparto di pediatria e neonatologia del Mazzini, andrà in pensione.
Impossibile citare tutto il curriculum del pediatra, che oltre che primario riveste anche diverse cariche, fra cui quella di vicepresidente regionale della Società italiana di pediatria. Ha iniziato la carriera nel 1980 a Giulianova, sotto la guida di Claudio Di Battista. E nei vent’anni a Giulianova ha iniziato a interessarsi di nutrizione e patologie collegate. Nel 2000 è diventato primario della Pediatria di Atri dove è rimasto fino al 2016, consolidando l'attività del centro regionale di auxologia e nutrizione pediatrica. E’ qui che si è sviluppata un’esperienza innovativa: i campi scuola residenziali, che hanno avuto un’eco internazionale, tanto che furono oggetto di un reportage di una troupe della Bbc, oltre che di articoli su Le monde ed El Pais. «I bambini per una settimana vivevano senza tv e telefono, con alimentazione sana – niente dieta – e molta attività fisica ludica, fummo tra i primi in Italia», ricorda Di Pietro, «un’esperienza sospesa per ragioni logistiche quando sono andato via da Atri. Ma le tante cose apprese le l'abbiamo strutturate nell'assistenza ambulatoriale». Non è un caso se, arrivato come primario a Teramo nel 2016 Di Pietro ha dato un incredibile impulso all’attività ambulatoriale.
Il reparto del Mazzini ora fa cinquemila prestazioni di pronto soccorso all'anno (il 12% delle circa 44mila del pronto soccorso) e circa 8-900 nati. «In questi tre anni ho potenziato molto la “care neonatale”, cioè il prendersi cura del neonato. Così, lavorando anche in stretto rapporto con ostetricia, siamo riusciti a ridurre trasferimenti dei nostri neonati da 25 circa all'anno a 6 in reparti con terapia intensiva neonatale», fa notare il primario. Il Mazzini è infatti l’unico ospedale “hub”, cioè principale, in Abruzzo che ha un reparto unico di neonatologia (c’è un’unità semplice coordinata da Franco Di Lollo, che diventerà primario facente funzione) e pediatria, senza però la terapia intensiva neonatale. Ma l’assistenza ai neonati è stata aumentata esponenzialmente, fra l’altro potenziando l’ecografia neonatale e gli screening dell'udito e della vista, arrivati a coprire il 100% dei nati. «E poi abbiamo potenziato tutte attività di deospedalizzazione, per ridurre ricovero del bambino, sempre traumatico, con day hospital e ambulatori». Di Pietro ha aperto l’ambulatorio endocrinologia (affidato a Filomena Pace), nutrizione pediatrica (Giuseppina Capozzi), gastroeneterolgoia pediatrica (Maria Grazia Marzan)e neurologia pediatrica (Elena Cicconi). E poi c’è «il servizio multidisciplinare integrato per la gestione del comportamento alimentare in età evolutiva, problematica in forte aumento. Parliamo di anoressia e bulimia nervose e disturbo alimentare selettivo restrittivo, cioè quando i bambini mangiano così poco o così poche cose da compromettere la crescita. Per questo siamo un punto di riferimento a livello regionale e non solo. Il settore è affidato a Silvia Di Battista. E’ attivata, anche se attende di essere istituzionalizzata, l’osservazione breve intensiva pediatrica, per consentire l’osservazione del bambino e decidere se dimetterlo in sicurezza o ricoverarlo (se ne occupa Marisa Zaccagnini, ndr). In corso di attivazione l’ambulatorio di allergologia di cui si occuperà Mila Celommi».
Di Pietro lascia con un solo rammarico: «non essere riuscito a far istituire a Teramo un centro diurno e residenziale per il trattamento riabilitativo dei disturbi del comportamento alimentare. Sono stati stabiliti fabbisogni a livello regionale e Teramo, che ha una tradizione ed è l'unica Asl con un servizio attivo per il trattamento di questi disturbi, potrebbe rivendicare un centro del genere. Peraltro la Asl nel 2017 l'ha fatta una richiesta alla Regione. Ce n'è un grande bisogno: a Teramo ricoveriamo pazienti quando sono a rischio vita, da tutta la regione, ma poi abbiamo solo l’ambulatorio».
Però continuerà nel privato nell’attività di pediatria, ecografia pediatrica e trattamento dei disturbi alimentari. «Continuerò l’attività ambulatoriale multidisciplinare integrata per offrire servizi alla donna, alla coppia e soprattutto al bambino e all'adolescente, in una nuova struttura in provincia», conferma. E poi farà il nonno di una bellissima nipotina di 7 mesi.
Definitivamente archiviata la carriera politica. È stato dall’80 consigliere provinciale e poi consigliere comunale e sindaco di Bellante fino al 2016, attraversando tutte le mutazioni dal Pci al Pd «con l'obiettivo di rendere un servizio al mio paese verso il quale oltre all'affetto nutro riconoscenza. Ora ho tolto la mia disponibilità a farmi usare dalla politica che sembra solo occuparsi di tutelare interessi particolari».
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