Di Sabatino: «Bisogna fare sintesi»

L’esploratore indicato dal Pd: più corridori di una stessa area si eliminano tra loro
TERAMO. «Più sono i corridori in uno stesso spazio e più aumenta il rischio di eliminarsi a vicenda». A riaffermare questa regola aurea della competizione elettorale è Renzo Di Sabatino. Il candidato sindaco con mandato esplorativo designato dal Pd è convinto che il principio del non pestarsi i piedi l’uno con l’altro valga più che mai nel momento attuale e per l’immediato futuro del centrosinistra. «Si tratta di fare sintesi, non è un problema di nomi», ripete ricordando il senso del suo incarico e quanto ha già affermato nei giorni scorsi, «e continuo ad auspicare che s’individui una soluzione condivisa».
Da «bravo esploratore», come lui stesso si definisce, Di Sabatino ha parlato anche con Gianguido D’Alberto prima che questo ufficializzasse la scelta di correre come candidato sindaco di un raggruppamento civico. Il presidente della Provincia ricorda la provenienza dal Pd dell’aspirante primo cittadino sostenuto da un comitato promotore con 70 nomi. «Se fossero tutti candidati nelle liste», osserva, «sarebbe un’ottima base di partenza». Di Sabatino si dice comunque stupito dall’aver visto nell’elenco dei sostenitori alcuni nomi che esprimono un «chiaro dato politico». Secondo lui, comunque, «un conto è presentare le candidature e un altro è la competizione». Il suo ruolo consultivo, in ogni caso, sta per esaurirsi. «Devo fare ancora un paio di passaggi intermedi», spiega, «e poi concluderò il mio mandato riferendo i risultati al partito». Resta comunque il fatto che «il Pd è aperto ma se trova pregiudizi dall’altra parte, si inizia già male». (g.d.m.)

