Di Sabatino: era inevitabile liquidare la Gran Sasso

27 Luglio 2017

TERAMO. In riferimento alle dichiarazioni del deputato Paolo Tancredi sul caso Prati, questa la replica del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino.«Alcune precisazioni: lo scorso anno, con i...

TERAMO. In riferimento alle dichiarazioni del deputato Paolo Tancredi sul caso Prati, questa la replica del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino.
«Alcune precisazioni: lo scorso anno, con i vecchi amministratori e ben prima che mettessimo in liquidazione la società, la cabinovia è stata rimessa in funzione il 23 luglio. Questa circostanza, da sola, smentisce il fatto che i ritardi siano dovuti alle scelte, obbligate, che abbiamo dovuto fare. La Gran Sasso spa doveva essere liquidata perché ha problemi di bilancio e di sostenibilità economica: costa troppo e sono costi a carico del cittadino mentre certamente non è riuscita a trovare quelle risposte che oggi Tancredi chiede, altrimenti non saremmo arrivati a questo punto. Per ben tre volte la Provincia è stata costretta a non approvare il bilancio della Gran Sasso spa perché non corretto; abbiamo messo in liquidazione la società sette mesi fa ma oggi lo avremmo dovuto fare comunque perché la legge Madia (che Tancredi certamente conoscerà) ce lo impone».
Di Sabatino continua: «Per scelte operate nel passato la Provincia a) si trova ad essere socio di maggioranza di questa società, b) a detenere nel proprio patrimonio la cabinovia. Nel frattempo, però, la legge Delrio, licenziata da quel Parlamento dove l’onorevole Tancredi presta il suo servizio pubblico, ha tolto alle Province la delega al turismo assegnandola alle Regioni. A questo punto dovremmo tenere chiusa la cabinovia perchè le leggi dello Stato dicono che non è di nostra competenza e che non possiamo prevedere gestioni in perdita: non l’abbiamo fatto perché l’interesse pubblico merita questa assunzione di responsabilità. Sarà ora», conclude, «di uscire al più presto da questo circolo vizioso di rimpalli e certamente aiuteremo questo processo chiamando presto tutti i soci pubblici ad assumere insieme delle decisioni».