Di Sabatino esce allo scoperto «Voglio Di Lucanardo al Ruzzo»

1 Luglio 2016

Il leader di “Teramo soprattutto” manda un avvertimento a Brucchi: «Forlini non è intoccabile e il mio gruppo non può continuare a puntellare la maggioranza senza ricevere nulla in cambio»

TERAMO. Alfonso “Dodo” Di Sabatino Martina rompe gli indugi e conferma quella che finora era solo un'indiscrezione, e cioè che il suo gruppo si sta muovendo per sostenere la candidatura alla presidenza del Ruzzo di Giancarlo Di Lucanardo, ex sindaco di Cortino ed ex presidente dell'Ato. E lo fa nell'ottica più ampia degli equilibri di maggioranza al Comune di Teramo, mandando una sollecitazione forte e chiara al sindaco Maurizio Brucchi che al Ruzzo esprime cinque voti su un totale di 44 ripartiti tra i 36 comuni soci. «Abbiamo fatto la nostra parte per la riorganizzazione della squadra di governo», ha detto Di Sabatino, «mi sembra evidente che siamo gli azionisti di maggioranza di questa amministrazione senza avere membri nel cda del Comune. Ora però laddove ci sono dividendi, non vedo perché l'azionista di maggioranza non debba beneficiarne e rinunciare a una persona degna in un cda come Di Lucanardo alla presidenza del Ruzzo».

Di Sabatino, sfidando la credibilità dell'attuale presidente Antonio Forlini e della sua azione di risanamento al Ruzzo, dichiara: «Non capisco perché mettere in discussione Forlini significhi affrontare un tabù. Mi si portino i numeri del bilancio, se saranno inconfutabili ne parleremo. Ma credo che nessuno possa chiamarsi fuori da una interlocuzione, anche se Forlini sembra riscuotere larghi consensi. Sono scettico quando c'è grande unanimismo, in genere dietro c'è l'inciucio per cui questa posizione generale credo sia da approfondire». Per Di Sabatino va data una chance a Di Lucanardo, ritenuto a suo avviso persona di valore, onestà e competenze già evidenziate alla guida dell'Ato. Poi, riservandosi di approfondire i numeri del bilancio, lancia un affondo verso la scelta di Forlini di rinunciare alla certificazione volontaria del bilancio per motivi di spending review. «Non vedo alcun risparmio ma solo l'imbarbarimento di un ente», prosegue, «visto che la certificazione volontaria è un elemento di garanzia e credibilità per le banche e per una società indebitata come il Ruzzo non mi sembra questione da poco conto. Ammesso e non concesso poi che quei debiti vengano dal passato (leggasi da Giacomo Di Pietro vicino al gruppo di Di Sabatino, ndc), bisogna vedere quali somme sono state destinate agli investimenti piuttosto che al funzionamento ordinario dell'ente».

Di Sabatino ha poi puntualizzato sul legame politico di Di Lucanardo con l'ex presidente del Ruzzo Giacomo Di Pietro. «Ricordo a tutti che Di Pietro non è Vallanzasca e anche il procedimento penale che lo riguardava sull'iscrizione in bilancio di beni immateriali è stata archiviata». Infine il monito al sindaco Brucchi e agli altri interlocutori politici: «Di Lucanardo è persona apprezzata da diversi sindaci della Vibrata ma anche della montagna. Non possiamo pensare di restare in questa maggioranza senza poter dire la nostra e di certo non ci conviene rimanere per condividere solo le perdite».

Marianna De Troia

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