Di Sabatino finisce sotto il fuoco incrociato

Attaccato per una battuta (che lui smentisce) sui disabili e a rischio per la mozione di sfiducia
TERAMO. Non è un momento politico facile per il presidente del consiglio comunale Milton Di Sabatino. Nella seduta consiliare straordinaria di ieri, coincisa con la giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità e dedicata agli impegni per l’abbattimento delle barriere architettoniche in città, è stato destinatario di una durissima reprimenda da parte di Claudio Ferrante di “Carrozzine determinate”. Il presidente dell’associazione nella parte finale del suo intervento in aula ha ripreso una battuta infelice che sarebbe sfuggita a Di Sabatino durante la manifestazione in cui gli amministratori sono stati invitati a sedersi in carrozzella.
Quelle parole – «Ma non è che porta male? Mi fa brutto» – riportate dal Centro sono state definite da Ferrante, rivolto al presidente del consiglio, sintomo «delle barriere che si annidano nella sua mente» e frutto di «superstizioni». Per questo il rappresentante di “Carrozzine determinate” ha chiesto a Di Sabatino di scusarsi. «Chiarisca che si è trattato di un incidente», ha concluso Ferrante, «o abbandoni l’aula perché non gradiamo la sua presenza». Il presidente del consiglio è apparso sconcertato. «Non ho alcuna difficoltà a scusarmi», ha affermato, «ma non ho rilasciato dichiarazioni al giornale». Di Sabatino ha negato di aver pronunciato le frasi incriminate. «Forse è stata interpretata una mia battuta», ha spiegato, «ma non l’ho fatta». Il presidente del consiglio ha ricordato la propria attenzione ai disabili durante i 25 anni d’insegnamento e nell’impegno attuale con la Federcalcio chiarendo l’equivoco anche in un colloquio personale con Ferrante concluso da una stretta di mano.
L’episodio di ieri si aggiunge alla mozione di sfiducia contro Di Sabatino firmata da tredici consiglieri di opposizione tra cui Raimondo Micheli e Domenico Sbraccia di Fdi-An fuoriusciti dalla maggioranza. La conferenza dei capigruppo ha stabilito che la sfiducia al presidente sarà votata in consiglio il 17 dicembre. La seduta, che si riunirà alle 16, sarà preceduta da almeno una riunione di maggioranza che il sindaco Maurizio Brucchi convocherà per la prossima settimana. I calcoli sulla tenuta della coalizione sottoposta all’incertezza del voto segreto previsto sulla mozione di sfiducia sono comunque già iniziati. All’opposizione mancherà il sostegno di Gianluca Pomante, mentre la linea di Fdi-An è quella di spingere i propri consiglieri all’astensione per non dare sponda al centrosinistra; stando così le cose la mozione non troverebbe i diciassette voti necessari per essere approvata.
In maggioranza però si temono agguati nel segreto dell’urna, che anche se non dovessero determinare l’approvazione della mozione di sfiducia sarebbero comunque un segnale di debolezza. Tanto che nel centrodestra qualcuno sta pensando di chiedere a Di Sabatino di fare un passo indietro e dimettersi spontaneamente. (g.d.m.)
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