Di Sabatino: impegno per la città del futuro

Il musicista si candida con D’Alberto: «È una persona competente e di onestà fuori dalla norma»
TERAMO . «Ho sentito fortemente il bisogno di essere parte attiva per il destino di questa città, per vedere una Teramo proiettata nel futuro, per il bene dei miei figli, dei loro amici, e di tutti quelli che a questa città tengono». Paolo Di Sabatino, affermato musicista, spiega così la sua scelta di candidarsi come consigliere nelle elezioni del 10 giugno. Per lui si tratta di un esordio in politica, deciso «non certo per velleità politiche o mire personaliste», che l’ha messo di fronte a una situazione di cui si dice perplesso. «Da una parte c'è la coerenza del Movimento 5 stelle, con l'espressione di un candidato sindaco che sarà pure una brava persona, ma non mi pare abbia alcuna esperienza amministrativa e alcuna confidenza con quelli che sono i regolamenti comunali», spiega, «il centrodestra rappresenta ancora l'amministrazione che ci siamo lasciati alle spalle, che è sicuramente colpevole in gran parte di questa situazione che è sotto i nostri occhi. Dalle cose più banali come la situazione delle strade e del verde pubblico, a cose più importanti come gli insediamenti produttivi nelle aree industriali e artigianali, lo sviluppo dell'occupazione, la cura del prossimo, soprattutto quello più bisognoso». Di Sabatino ritiene «surreali» le candidature a sindaco di Giovanni Cavallari e Alberto Covelli. «Nulla contro le persone, ma hanno la certezza di eleggere al massimo loro stessi e forse un consigliere, non hanno forza politica alle spalle e neanche quel segnale di novità e acume politico tale da attirare su di loro la maggioranza dei voti dei teramani», afferma, «eppure hanno scelto strade solitarie, che non coinvolgono un progetto per Teramo». Lui, invece, ha optato per la coalizione che sostiene Gianguido D’Alberto che definisce «una persona preparata all'inverosimile e di una onestà intellettuale fuori della norma, profondo conoscitore di leggi e regolamenti comunali».
Ha seguito la sua candidatura a sindaco passo per passo accettando «l'invito di Valdo Di Bonaventura a candidarmi proprio per la stima che nutro nei confronti di Gianguido». Secondo lui la lista del Pd «non è parte predominante e prevalente del progetto» messo in campo da D’Alberto. Il suo invito ai teramani, dunque, è di «stanare i giochi celati dietro a situazioni normali». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

