Di Sabatino: «La colpa è tutta di Gatti Non so se staccheremo o meno la spina»

15 Aprile 2016

Dodo Di Sabatino e il suo gruppo (nella foto) prendono tempo. Ora gli occhi sono puntati su Teramo Soprattutto, compagine nata con presupposti fortemente critici verso l'amministrazione, diventata...

Dodo Di Sabatino e il suo gruppo (nella foto) prendono tempo. Ora gli occhi sono puntati su Teramo Soprattutto, compagine nata con presupposti fortemente critici verso l'amministrazione, diventata adesso determinante per staccare la spina o per mantenere in vita l'esecutivo. Di Sabatino, attribuendo la crisi politica a Paolo Gatti, sostiene di non voler essere quello che si accolla la responsabilità politica della fine del sindaco, ma evidenzia che le condizioni per andare al voto ci sono tutte. Una possibilità al sindaco Di Sabatino sembra intenzionato a concederla, a patto che Brucchi sia artefice di un vero rimescolamento di carte e riduca la giunta a sei assessori. «Rilevo la dissolvenza dell'amministrazione. Per ora siamo indotti alla cautela e a una serena riflessione di fronte a eventi che indeboliscono un quadro reso più problematico dopo le ultime esternazioni dell'autorevole Paolo Gatti (il riferimento è al cosiddetto decalogo di Futuro In, ndr). Mi sembra che ci siano tutte le condizioni per un preludio elettorale. Ora a questa deflagrazione politica va data una lettura. E' semplicistico chiedere se rimarremo in maggioranza. Siamo gli unici a non aver chiesto e ottenuto nulla. Adesso i numeri contano -come dice Paolo Gatti- ed è singolare che oggi noi ritenuti insignificanti siamo l'ultimo baluardo di questa amministrazione. Se fossi nei panni del sindaco mi dimetterei. Brucchi è un buon sindaco ma ha avuto la responsabilità di non aver messo un freno a chi gli ha tirato la giacca, e a una forma di arroganza che ha portato agli strappi di oggi imputabili solo a Paolo Gatti». (m.d.t.)