Di Sabatino sui conti: va chiuso il palasport

1 Maggio 2015

Il consuntivo evidenzia che le entrate sono molte meno delle spese. Il Pd: basta con le tasse

TERAMO. In aula sfilano le cifre del conto consuntivo. I dati finanziari relativi alle attività del Comune nel 2014 sono stati approvati dalla maggioranza nella prima parte della seduta consiliare di ieri dopo un dibattito articolato ma composto. A marcare i confini del confronto è stata la relazione dell'assessore al bilancio Eva Guardiani che ha sottolineato luci e ombre della gestione economica dell'ente. La criticità principale è il mancato rientro sulla spesa in anticipazione di cassa per 4,2 milioni di euro. E' questo il disavanzo registrato a fine anno tra quanto effettivamente incassato dall'ente e i costi sostenuti. Il Comune vanta crediti per circa 20 milioni di euro, di cui 12 di tasse non versate, per cui il saldo del 2014 fa registrare un avanzo di 19mila euro che l'assessore definisce «risibile». Lo sbilanciamento tra gli introiti reali e le spese anticipate resta preoccupante anche perchè si associa ad altri dati come il crollo degli incassi per la Bucalossi, da destinare a manutenzioni e urbanizzazioni, sceso in pochi anni da cinque milioni di euro a 750mila euro. «Non nascondiamo le difficoltà», spiega Eva Guardiani, «ma non si può neppure parlare di predissesto dell'ente».

L'assessore anticipa così la risposta all'opposizione che prende di mira il mancato contenimento della spesa corrente, a cominciare dalle indennità di sindaco e giunta rimaste invariate. «Servono interventi strutturali di revisione dei costi», attacca Gianguido D'Alberto (Pd), «non si può chiedere più nulla ai cittadini». Il capogruppo democratico accusa l'amministrazione di aver scaricato nella tassazione sulle abitazioni principali il peso della quadratura delle entrate fiscali. I conti dicono, infatti, che la Tasi ha reso 1,3 milioni in più del previsto, mentre dall'Imu è arrivato un gettito inferiore di 1,8 milioni rispetto alle previsioni. Non va meglio con la Tari che ha fatto registrare minori incassi per quasi quattro milioni.

La situazione è tale, secondo Alfonso Di Sabatino Martina, da rendere non più rinviabili scelte sui servizi da considerare prioritari. La sua idea è di chiudere alcuni impianti sportivi, come il palazzetto dello sport, i cui costi superano gli 800mila euro annui e vengono coperti solo per il 4% dalle quote di utilizzo. Di tutt'altro avviso è però Domenico Narcisi, a detta del quale la spesa per sostenere lo sport è essenziale e andrebbe tagliato, invece, il milione di euro pagato ai dirigenti comunali. (g.d.m.)

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