Di Stanislao: il ponte sul Tordino va chiuso

24 Settembre 2019

L’esponente di Azione politica chiede interventi drastici visto lo stato di degrado della struttura

ROSETO. «Ci vuole una soluzione drastica per il ponte in legno sul fiume Tordino. Come ha già detto il vicesindaco Simone Tacchetti bisognerebbe chiuderlo in attesa della manutenzione». A dirlo è Andrea Di Stanislao, referente di Azione Politica per Roseto e residente a Cologna Spiaggia, che spesso, come tanti altri cittadini, lo percorre a piedi o in bicicletta per andare a Giulianova. Alcune travi in legno della balaustra, lungo la rampa di accesso a sud, sono deteriorate, così come le assi che compongono il ponte.
La struttura versa ormai in queste condizioni da diversi anni e nel suo intervento Di Stanislao chiede che fine abbia fatto il finanziamento di 300mila euro stanziato dalla precedente giunta regionale per la messa in sicurezza. «Dove sono questi soldi?», chiede Di Stanislao, «È fondamentale metterlo in sicurezza perché c’è una situazione oggettiva di pericolo. Anche la rampa a nord, sul lato di Giulianova, è deteriorata. Si dà la colpa alle varie amministrazioni che negli anni non hanno fatto nulla. Non mi interessa, l’importante è che chi c’è ora si impegni a fare la manutenzione, altrimenti deve essere chiuso. La speranza è che per la prossima estate possa tornare in sicurezza». Intanto sul fiume Vomano i lavori di realizzazione del ponte in legno destinato a collegare Roseto a Scerne sono ancora bloccati: la speranza dei cittadini è che sia pronto per la prossima estate. (l.v.)
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