Di Stefano: «Il nostro gruppo non riesce più a incidere»
TERAMO. «Basta tavoli politici per parlare di poltrone, agli elettori abbiamo promesso altro. In primis le manutenzioni. E dobbiamo mantenerle». Nessuno strappo con il gruppo di Futuro In, anzi un...
TERAMO. «Basta tavoli politici per parlare di poltrone, agli elettori abbiamo promesso altro. In primis le manutenzioni. E dobbiamo mantenerle». Nessuno strappo con il gruppo di Futuro In, anzi un discorso di ricomposizione, quello fatto ieri in una riunione interna dall'ex assessore Rudy Di Stefano, e che tuttavia non ha risparmiato stroncature all'azione amministrativa. «Ci siamo proposti come il gruppo che doveva "manutenere" la città. Eppure è sotto gli occhi di tutti che questa estate non è stata coperta una buca. Se non possiamo incidere di più, è bene ripensare qualcosa».
E' un fiume in piena Di Stefano, apparso negli ultimi tempi in rottura con l'esecutivo e di conseguenza anche con gli assessori del suo gruppo, ma lui nega. «Io non ho cambiato ciò che pensavo, anche quando ero assessore suggerivo di limitarci a un appoggio esterno e poi non dimentico che in campagna elettorale abbiamo sostenuto che il secondo mandato doveva puntare alla manutenzione della città. Invece non ho visto levate di scudi quando il sindaco ha azzerato la voce dei 650mila euro delle antenne destinati alle manutenzioni. Stessa cosa per il regolamento delle frazioni che i cittadini ci chiedono. Se non riusciamo a dare risposte, ritengo che debbano essere presi altri provvedimenti. Trovo inaccettabile quanto accaduto per la commissione convocata da Vincenzo Falasca: ha registrato la diserzione dei tancrediani e del gruppo di Di Sabatino a priori. Noi non possiamo essere sempre i responsabili buoni a sostenere una maggioranza che dall'interno non ci risparmia sgarbi. Finora il gruppo ha incassato buoni risultati sulle ore di assistenza che garantiamo ai disabili nelle scuole: un po' poco per il gruppo che regge un sindaco che fa e disfa per conto suo. Sulla soluzione ai problemi della discarica sono stato silenziato col pretesto che sarebbero arrivati i 3 milioni di euro promessi da Tancredi per chiuderla, ma sono tre anni che aspettiamo questi soldi. Ora basta tavoli politici: prima per il rimpasto di giunta, poi il Ruzzo e la Fondazione Tercas, poi i consiglieri delegati. La nostra partecipazione va rivista: ai tavoli si va se ci sono temi di cui parlare».
Un discorso chiarificatore quello dell'ex assessore, che ha incassato a sorpresa la condivisione degli assessori al completo, determinati a incidere di più nell'azione amministrativa. Il leader Paolo Gatti non ha rilasciato dichiarazioni ma i bene informati garantiscono che nonostante abbia invitato al silenzio Di Stefano e non abbia condiviso i toni poco garbati, alcuni contenuti hanno ricevuto la sua condivisione. Del resto Gatti si dice intenzionato a non voler più rilasciare dichiarazioni sul Comune di Teramo fino a dicembre. Un termine che in teoria coincide con la fine di alcune azioni programmatiche, ma che i maliziosi traducono in una scadenza per Brucchi.(m.d.t.)
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