Di Stefano: «Pd ai giovani, il congresso va fatto a breve»

28 Settembre 2019

TERAMO. «Non per la polemica, ma per fare chiarezza». Il commissario provinciale del Pd Pietro Di Stefano si presenta così nel suo primo giorno di incarico. L’esigenza di chiarire è relativa alla...

TERAMO. «Non per la polemica, ma per fare chiarezza». Il commissario provinciale del Pd Pietro Di Stefano si presenta così nel suo primo giorno di incarico. L’esigenza di chiarire è relativa alla decisione che «a malincuore» secondo lui la direzione nazionale ha preso con la destituzione del segretario Gabriele Minosse. Alle sue affermazioni polemiche il commissario arrivato dall’Aquila, dove è stato vicesindaco, dedica poche parole. «La prima cosa che si richiede a un dirigente politico è il rispetto», sottolinea, ritenendo «irriguardoso» l’epiteto di «portaborse» affibbiato da Minosse al segretario regionale Michele Fina. Di Stefano fa anche riferimento all’intenzione, poi ufficializzata, dell’ex segretario di uscire dal partito per aderire a ‘Italia viva’ di Renzi. «Quando qualcosa cova sotto la cenere si viene a sapere», osserva, «e una forza politica seria non può consentire che un suo alto dirigente se ne vada nel momento in cui decide lui». I problemi del Pd teramano, secondo lui, erano visibili anche da fuori. «Si avvertiva che il partito fosse chiuso», afferma, «preso a discutere al suo interno e depotenziato nella sua efficacia». Di questa situazione sarebbero stati conseguenza i risultati elettorali negativi, con le uniche eccezioni di Teramo e Pineto. Il partito, insomma, è da riorganizzare «con un gruppo di giovani che vogliono cambiare la politica». Nei piani del commissario ci sono visite nei circoli comunali, soprattutto quelli in difficoltà e dove i coordinatori sono pronti a lasciare il Pd per ‘Italia viva’. Il primo appuntamento pubblico sarà la campagna di tesseramento nelle piazze in programma la prossima settimana. Con la convocazione del congresso per la rielezione del segretario e degli organismi dirigenti Di Stefano avrà esaurito il suo compito. «Spero di farlo in tempi brevi», conclude, «entro Natale se non ci saranno complicazioni».(g.d.m.)
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