Di Stefano: sì alle manutenzioni

14 Aprile 2016

Per l’assessore è necessario trovare i soldi. Marchese frena sugli incarichi ai dirigenti

TERAMO. «Nessuno strappo con il dirigente al bilancio Adele Ferretti. Ovviamente lei è chiamata a far quadrare i conti, io dal punto di vista politico evidenzio solo che le manutenzioni sono una priorità che non può essere rinviata. Finora ci siamo concentrati sulla sicurezza delle scuole, adesso dobbiamo pensare alle strade». Così puntualizza l’assessore Rudy Di Stefano il giorno successivo al documento politico di “Futuro in” sui rapporti con i dirigenti comunali e sulla richiesta di accendere di un mutuo da 2 milioni di euro per pagare le manutenzioni. Una richiesta che ha suscitato un mare di polemiche da parte di alcuni consiglieri di maggioranza, in primis Guido Campana e Alberto Covelli, che trovano ingiusto far pagare ai cittadini il costo di scelte amministrative ritenute sbagliate. Di Stefano puntualizza che l'idea del mutuo è stata solo una proposta: «Ho suggerito la possibilità di destinare i fondi delle antenne, oltre che i proventi della Bucalossi e dell’alienazione dei beni comunali. Sulle soluzioni si può discutere, ma che servano manutenzioni è sotto gli occhi di tutti».

Covelli ha contestato il documento di Futuro In anche per la richiesta di soluzioni al problema del percolato: «Le proposte dovrebbe farle Di Stefano visto che la discarica rientra tra le sue competenze, e non rimbalzare il problema di un bando per la chiusura della discarica agli uffici». Covelli polemizza anche sulle modalità: «Un diktat sui temi senza la condivisione del resto della maggioranza».

Intanto l’assessore al personale Mirella Marchese frena sulla possibilità di ruotare gli incarichi ai dirigenti tecnici,altra richiesta dei “gattiani”. «Abbiamo rimescolato le dirigenze quando ci siamo insediati e non mi sembra necessario fare ulteriori cambiamenti. È vero che c’è una legge anticorruzione, ma dobbiamo anche tenere conto delle competenze. Adele Ferretti ha il settore del bilancio perché ha una preparazione economica specifica, Remo Bernardi è un ingegnere: mescolare le dirigenze amministrative è più semplice, ma per i settori tecnici ci scontriamo con la realtà». (m.d.t.)

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