Di Tanno a processo per calunnia

30 Aprile 2016

L’ex direttore delle Poste sotto accusa per dichiarazioni in aula

TERAMO. Finisce a processo per calunnia Cosimo Di Tanno, ex direttore dell’ufficio postale di via Noè Lucidi, accusato di peculato per aver causato un ammanco di 463mila e 400 euro e per questo condannato in primo grado a quattro anni e sei mesi. Così ha deciso il gup Domenico Canosa che ha rinviato a giudizio l’uomo, su richiesta del pm Davide Rosati, per calunnia nei confronti di due ispettrici delle poste. Il processo inizierà l’8 luglio del 2017.

Secondo l’accusa della procura il reato si sarebbe consumato durante l’audizione dell’uomo nel processo per peculato. «Sentito in qualità di imputato», si legge nel capo di imputazione, «affermando che il verbale di ricevimento di dichiarazione redatto il 13 dicembre del 2011 dagli ispettori delle poste (nel quale asseriva di essere a conoscenza della deficienza di 463mila euro che risaliva al 26 ottobre del 2010) è falso perchè quando è venuta l’ispezione in ufficio io non c’ero, io sono arrivato in ufficio alle 9.30. Quando io sono entrato gli ispettori avevano già fatto tutto. Alla fine della visita ispettiva se ne sono andati tutti i due, senza farmi firmare niente. Il giorno dopo è venuta l’ispettrice, di fretta, mi ha detto «ieri mi sono dimenticata di farti firmare il verbale, mi puoi mettere una firma? e mi ha fatto firmare il secondo foglio, io il primo foglio non l’ho firmato».

Gli ammanchi contestati a Di Tanno, ex sindacalista, si sono verificati in un periodo compreso tra giugno del 2009 e ottobre del 2011 e sono avvenuti nell'ufficio postale di via Lucidi. L'uomo ha sempre respinto ogni accusa, affermando che si è trattato di un'anomalia nel funzionamento del bancoposta.©RIPRODUZIONE RISERVATA