Di Timoteo via dalla maggioranza

5 Febbraio 2020

La consigliera scrive al sindaco: «Sei una grande delusione»

TERAMO. Via da “Insieme possiamo” e dalla presidenza della commissione lavori pubblici. Il giorno dopo il varo della nuova giunta e dell’allargamento politico ma non numerico della maggioranza Francesca Di Timoteo ufficializza la sua doppia scelta. Aderisce al gruppo misto, abbandonando la lista civica di diretta espressione del sindaco D’Alberto con cui era stata eletta a giugno del 2018, e si dimette dall’incarico in commissione.
Al primo cittadino si rivolge direttamente per confermare il dissenso, già espresso nei giorni scorsi, rispetto alla ricostituzione della giunta a seguito dell’accordo con i gruppi, provenienti dall’opposizione, rappresentati in aula da Cavallari, Di Dalmazio e Ciapanna. «Lei in definitiva si è schierato da una parte politica appoggiando una vecchia e nuova guerra tra le parti», è l’accusa rivolta a D’Alberto, «rinunciando così al “civismo” di cui lei e noi abbiamo fatto una bandiera vittoriosa e si è fatto spaventare da degli aut aut ordinati da nuovi e improvvisati leader politici». Con l’azzeramento della giunta il primo cittadino avrebbe «dissacrato una maggioranza esistente con un esecutivo costituito». Di Timoteo sottolinea gli ottimi risultati ottenuti da Maria Cristina Marroni e l’impegno di Simone Mistichelli, i due non confermati dopo l’azzeramento delle deleghe. «Forse non le è molto chiaro che il problema, non è mai stato la sua maggioranza che ha sempre avuto», fa notare, «bensì la macchina amministrativa che è li ancora come prima, lenta e farraginosa, che non decide e paralizza le iniziative».
La consigliera ricorda, inoltre, la battaglia contro i nove assessori di centrodestra portata avanti da lei e da D’Alberto quando erano all’opposizione. «Pensavo, ma mi sbagliavo, o meglio ci siamo sbagliati in tanti, che lei rappresentasse il nuovo, il cambiamento», conclude, «al contrario ha personificato una grande delusione: forse di nuovo c’è solo questa e qualche poltrona in più». (g.d.m.)
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