Dializzati, rimborsi in ritardo e irrisori La protesta dell’Aned
L’associazione che rappresenta 500 persone incontra la Asl «Ci hanno garantito che in futuro non succederà più»
TERAMO. I rimborsi sui trasporti per dializzati sono ritenuti irrisori e spesso arrivano anche in ritardo. Il primo problema dovrà essere affrontato con la Regione, mentre il secondo è stato discusso in un'assemblea che si è svolta ieri tra l’associazione emodializzati (Aned) e i rappresentanti dei distretti sanitari di base. «Avevamo già fatto presente la questione nel 2014, ma inutilmente», spiega Eleonora Corona, segretaria regionale Aned Abruzzo e Molise, «stavolta, invece, grazie al dirigente amministrativo Maurizio Di Giosia, in pochi giorni è stato disposto un tavolo tecnico. Durante la riunione durata circa 3 ore, che si è svolta in presenza di tutte le parti in causa, ci siamo messi al lavoro per determinare i punti con cui la Asl provvederà ad attuare le linee guida dell’applicazione della legge regionale concernente le provvidenze a favore dei nefropatici e trapiantati di rene, evitando così che si ripetano in futuro dei ritardi nell'erogazione dei rimborsi».
I pazienti dializzati o trapiantati, circa 500 solo nel Teramano, ricevono un rimborso chilometrico che ammonta ad un quinto del costo di un litro di benzina per ogni chilometro percorso dalla propria residenza o domicilio fino alla sede dove viene fatta la dialisi. «Il 18 settembre la Asl ha liquidato i rimborsi per il trimestre aprile-giugno. I ritardi erano dovuti ad alcune complessità logistiche», aggiunge Corona, «visto che è Teramo ad occuparsi dei conteggi e delle dichiarazioni di pazienti afferenti a più presidi, partendo da Villa Rosa per finire ad Atri. Tra queste, le difficoltà nel reperire tutte le dichiarazioni fatte dai pazienti ogni volta che accedono al centro, così come i documenti che devono essere rimborsati. Con le nuove linee guida a cui la Asl si atterrà, però, dovrebbe essere risolto una volta per tutte». Il discorso è leggermente diverso, invece, per coloro che hanno la residenza o il domicilio nel comune dove si trova il centro dialisi, che ottengono un rimborso forfettario pari a 5,16 euro. «Nella legge regionale si parla ancora di 10mila lire, perchè non è stata più aggiornata dal 1998», evidenzia Corona, «il rimborso dei trasporti è tutt’ora fermo a queste cifre irrisorie che non corrispondono a quanto un paziente è tenuto ad affrontare per recarsi ad effettuare una terapia salvavita. Si tratta di un mancato adeguamento dei sussidi sulla base dell’aumento del costo della vita».
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