Diba, 34 lavoratori senza soldi da due mesi

31 Agosto 2021

L’azienda è stata dissequestrata, ma i sindacati chiedono tempi brevi per gli arretrati e la ripresa

GIULIANOVA. Da due mesi sono senza stipendio e a oggi non hanno garanzie sul loro futuro e sul pagamento delle spettanze arretrate. Sono i 34 dipendenti della Diba Metalli, l'azienda il cui socio di maggioranza Claudio Di Battista nei mesi scorsi è stato coinvolto in una maxi inchiesta della Procura di Chieti per un presunto traffico di rifiuti, la cui situazione ieri mattina è stata al centro di una conferenza stampa convocata da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil.
«L'azienda è stata posta sotto sequestro il 25 giugno nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Chieti», ha sottolineato Natascia Innamorati della Fiom Cgil, «senza che si prevedesse alcun sostegno per i lavoratori. Noi abbiamo cercato immediatamente di attivare la cassa integrazione ma a fronte del sequestro non era possibile né ricorrere alla cig ordinaria né a quella straordinaria». Così i lavoratori sono rimasti senza stipendio. Il 24 agosto, poi, il tribunale di Chieti in accoglimento delle istanze presentate dai difensori (gli avvocati Gennaro Lettieri e Renzo Di Sabatino), ha dissequestrato l’attività produttiva ma per i lavoratori, secondo i sindacati, non c'è ancora alcuna certezza. «Con Confindustria abbiamo verificato che c'è un ammortizzatore sociale che si può attivare in questi casi, dedicato proprio alle aziende che sono state poste sotto sequestro», ha spiegato Marco Boccanera della Fim Cisl, « ma l'iter procedurale è più lungo e complesso. E i lavoratori, che non hanno colpa alcuna, non possono essere lasciati nuovamente soli».
Per finalizzare la richiesta, infatti, i sindacati devono attendere la nomina ufficiale di un commissario da parte del tribunale, con i tempi destinati inevitabilmente ad allungarsi. «Il 22 luglio abbiamo scritto al tribunale riuscendo a far pagare ai lavoratori la mensilità di giugno», ha continuato Innamorati, «ma restano ancora da pagare quelle di luglio e agosto. Quello che chiediamo, a fronte del dissequestro, è che venga nominato subito un commissario e che visto che i conti della società sono in attivo vengano immediatamente pagati i mesi di luglio e agosto ai lavoratori». Lavoratori che ieri hanno testimoniato le proprie difficoltà prendendo parte alla conferenza stampa. «Non entriamo nella vicenda giudiziaria, che spetta alla magistratura chiarire», ha aggiunto Gianluca Di Girolamo della Uilm Uil, «quello che ci interessa è la salvaguardia dei lavoratori e il futuro dell'azienda. Le priorità in questo momento sono due: la nomina di un commissario per poter finalizzare la richiesta dell'ammortizzatore sociale e risolvere il problema delle mensilità di giugno e luglio». Azienda che, hanno sottolineato i tre sindacalisti, «ha lavoro ed è già stata penalizzata da tre mesi di fermo». Da qui la necessità che la ripartenza sia immediata e che venga tutelata l'occupazione.
Alessia Marconi
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