Dieci anni dal sisma, Papa Leone incontra i sindaci del cratere

Amministratori e il commissario straordinario in Vaticano.
Il Santo Padre ha parlato di speranza e di ricostruzione
TERAMO
I sindaci teramani dei Comuni del cratere sismico e il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli sono stati ricevuti ieri in udienza da Papa Leone XIV, nel Palazzo apostolico in Vaticano. Un incontro a dieci anni dalla sequenza sismica che ha colpito il Centro Italia e che ha lasciato profonde ferite anche nel territorio della provincia di Teramo. All’udienza hanno partecipato i rappresentanti dei 138 Comuni del cratere, i vescovi delle diocesi interessate, i presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, insieme a prefetti, rappresentanti delle forze dell’ordine, parlamentari del territorio del cratere, tra i quali Guido Liris e Etelwardo Sigismondi, componenti della Struttura commissariale di governo. Per il Teramano erano presenti anche il presidente della Provincia Camillo D’Angelo e il sindaco del capoluogo Gianguido D’Alberto. Da Amatrice a Norcia, da Camerino ad Arquata del Tronto, fino ad Accumoli e Campotosto, le comunità colpite dal sisma del 2016, hanno portato in Vaticano la testimonianza di un percorso di ricostruzione ancora impegnativo. Nel suo discorso, il Santo Padre ha tenuto ad evidenziare il valore della responsabilità condivisa e della capacità di immaginare il futuro dei territori. «Per ricostruire è necessario acquisire occhi capaci di scorgere in una rovina il progetto di una casa e di una città», ha affermato Leone XIV. Il Pontefice ha insistito anche sulla necessità di risultati concreti. La speranza, ha ricordato, «ha bisogno di risposte tangibili e di una ricostruzione materiale condotta nel minor tempo possibile, in sicurezza e in modo trasparente». Ma ricostruire significa anche restituire alle comunità il tessuto delle relazioni, i servizi e il senso di appartenenza: «Non si può ricominciare, infatti, senza prima ricostruire ciò che dà senso e fondamento a una comunità», ha detto ancora Leone XIV. Il commissario Castelli aveva espresso, alla vigilia dell’udienza, la personale gratitudine delle popolazioni per l’attenzione riservata loro da Leone XIV e per le sue parole di conforto e sostegno: «Restituire le case», ha dichiarato il commissario , «significa anche ricreare le condizioni perché le persone possano abitare i propri paesi, lavorare, crescere i figli e ritrovare luoghi di incontro e legami di comunità: le parole del Papa, sono uno sprone a proseguire con ancora maggiore determinazione, al servizio di queste terre e della loro gente». Il sindaco D’Alberto ha definito l’incontro una «straordinaria emozione e un momento di grande significato» per i primi cittadini. «In questi dieci anni i sindaci, troppo spesso lasciati soli, sono stati il punto di riferimento delle proprie comunità», ha rimarcato il primo cittadino teramano, «e hanno portato avanti, con determinazione e senso di responsabilità, una battaglia quotidiana per costruire le condizioni di una vera ricostruzione: non soltanto materiale, ma anche sociale ed economica», ha infine sottolineato. Per l’occasione, D’Alberto ha donato al Santo Padre, a nome dell’amministrazione e dell’intera comunità teramana, un leone stiloforo in ceramica realizzato dall’artista Marco Appicciafuoco.
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