Dieci consulenti per l’autopsia sull’uomo morto in ospedale

1 Giugno 2016

TERAMO. E’ morto per una insufficienza respiratoria: a stabilire provocata da cosa saranno gli accertamenti del medico legale Antonio Tombolini che ieri ha seguito l’autopsia su Mario Galizia, il...

TERAMO. E’ morto per una insufficienza respiratoria: a stabilire provocata da cosa saranno gli accertamenti del medico legale Antonio Tombolini che ieri ha seguito l’autopsia su Mario Galizia, il 60enne teramano morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Atri dopo due mesi da un intervento al cuore da cui sembrava essersi ripreso e dopo un periodo di riabilitazione nel centro Sant’Agnese di Pineto. L’autopsia è stata eseguita su delega della procura che ha aperto l’inchiesta dopo la denuncia dei familiari. Nel fascicolo per omicidio colposo il pm Silvia Scamurra ha iscritto 31 medici, tutti quelli che in questi mesi hanno avuto a che fare con il paziente. Un atto dovuto in presenza di un esame irripetibile come l’autopsia proprio per consentire a tutti di nominare un proprio consulente. E ieri all’autopsia hanno preso parte dieci consulenti nominati dai medici indagati. La vicenda inizia il 7 marzo quando il 60enne viene ricoverato nel reparto Utic con una prognosi di ingresso di insufficienza cardiorespiratoria. Il 16 marzo viene operato per sostituzione della valvola mitrale ed aortica e resta nel reparto di rianimazione cardiochirurgica fino al 13 aprile. In considerazione della fase di recupero viene trasferito nel centro Sant'Agnese di Pineto per un periodo di riabilitazione. Il 12 maggio le condizioni e il 16 viene trasferito nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Atri.(d.p.)

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