Dieta e longevità, studio sugli abruzzesi

4 Ottobre 2022

Ricerca dell’ateneo teramano presentata al congresso della Società di Scienze dell’alimentazione

TERAMO. È stato presentato al XX congresso della Società italiana di scienze dell’alimentazione-Sisa (che si è svolto a Roma all’università la Sapienza) lo studio dell’università di Teramo sul rapporto tra alimentazione e longevità sugli anziani in Abruzzo. Lo studio, già illustrato a livello regionale, ha stabilito che circa il 90% dei centenari fa una colazione salata abbondante e lascia passare oltre 17 ore tra la cena e il pranzo successivo. «Anzitutto, vi sono delle affinità con la maggior parte degli studi sui centenari, legati a due aspetti fondamentali della longevità, ossia l’attività fisica costante e una dieta sana, con elevato consumo di prodotti di origine vegetale (frutta, verdura, legumi, cereali), con la particolarità dell’assenza quasi totale di dolci», spiega Mauro Serafini, ordinario di alimentazione e nutrizione umana all’ateneo teramano e consigliere Sisa, «l’aspetto nuovo che emerge nel 93% dei nonagenari e nell’82% dei centenari è di aver seguito una tradizione alimentare tipica dell’Abruzzo, lo “sdijuno”, che significa “stappa digiuno”: una colazione salata di circa 300 calorie, fatta verso le 6.30. A seguire, alle 12.30 c’era un pranzo abbondante con cibi come polenta, legumi, carne, pasta fatta in casa, e intorno alle 18.30, cena a base di verdure, minestre, uova, formaggi». Al congresso si è parlato anche della presenza degli insetti nell’alimentazione del futuro, caratterizzati da importanti valori nutrizionali e da una sostenibilità ambientale, visto che richiedono minore uso di acqua, terreno, emissione di gas serra. «Già oggi circa due miliardi di persone in Asia, Africa, Australia, America latina si cibano di insetti, anche se noi siamo abituati a giudicare questa opzione con sospetto», ha spiegato Veronica D’Antonio dell’università di Teramo, «non vi sono solo i vantaggi per l’ambiente, ma anche dei valori proteici e nutrizionali simili a carne e pesce. Solo per fare qualche esempio, alcune specie di insetti edibili (commestibili)contengono più calcio del latte, più ferro degli spinaci, più fibre dei fagioli, sebbene le fibre siano diverse».
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