Diffamò Cordone sui vaccini: condannata Di Domenico (Lega)

TERAMO. I riferimenti alla politica hanno trasformato la critica in diffamazione. È la sentenza del giudice monocratico Belinda Pignotti che condanna Maria Di Domenico, dirigente provinciale della...
TERAMO. I riferimenti alla politica hanno trasformato la critica in diffamazione. È la sentenza del giudice monocratico Belinda Pignotti che condanna Maria Di Domenico, dirigente provinciale della Lega ed ex assessore di Torricella, nella causa con Graziella Cordone, appena rieletta in consiglio comunale con il centrosinistra. I fatti risalgono al 2018, poco dopo l’altra tornata elettorale per il Comune, e attengono a una polemica social sulla vaccinazione dei bambini. Cordone ne sottolineava la necessità, suscitando una risposta pesante da parte di Maria Di Domenico. Quest’ultima, infatti, ha tirato in ballo sia l’attività da infermiera dell’interlocutrice, sia il suo impegno politico. Di Domenico, per questa vicenda, era destinataria di un decreto penale di condanna che ha impugnato davanti al giudice monocratico. La sentenza, però, ha confermato il primo pronunciamento. «Legittimo avere idee diverse sulla necessità o comunque pericolosità dei vaccini, non si ritiene offensivo in sé tacciare di corbelleria o di stupidaggine la tesi della Cordone», spiega Pignotti, «il comportamento è scaduto in diffamazione nel momento in cui è andata oltre, colpendola nella sua veste di persona e soggetto politico». Di Domenico è stata condannata a versare tremila euro di risarcimento alla consigliera, più una multa di 1.500 euro e spese legali per 1.700 euro. (g.d.m.)

