Differenziata, Teramo virtuosa

13 Dicembre 2015

È la prima provincia in Abruzzo, ma non ottiene nessun beneficio

TERAMO. Conferenza stampa ieri mattina nella Biblioteca Delfico per la presentazione del convegno “ Economia circolare, pratiche rifiuti zero e tariffa puntuale: esperienze, risultati, benefici” promosso dal comitato “Zero waste Teramo”, che si terrà il 16 dicembre alle 15 nel Parco della Scienza. Un evento che «mette al centro dell’attenzione i concetti di economia circolare, tariffazione puntale e buone pratiche e ci introduce all’obiettivo rifiuti zero», come ha affermato Luciana Del Grande, presidente del comitato “Zero waste Teramo e Abruzzo”. Un incontro che parte dall’ultimo rapporto provinciale sui rifiuti che ha decretato la nostra provincia, con oltre il 57% di raccolta differenziata, la prima nella regione (contro il 40% delle province di Pescara e L’Aquila) con dodici comuni sopra il 65% e con i migliori risultati a Giulianova, Montorio (che hanno adottato il Protocollo Rifiuti Zero) e Torano Nuovo. Nel comune di Teramo la percentuale si attesta al 61,31%, ma come ha sottolineato il sindaco Maurizio Brucchi «secondo le stime di Confcommercio e il Sole 24 Ore siamo il primo Comune in Abruzzo ad aver ridotto notevolmente la Tari e abbiamo deliberato la possibilità di un passaggio alla tariffazione puntuale».

La virtuosità della provincia teramana nella differenziazione dei rifiuti non viene però premiata a livello regionale. «Nonostante effettuiamo la raccolta migliore tra le quattro province abruzzesi», ha affermato il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, «non otteniamo benefici né in termini di riciclo né di tariffa; spesso subiamo i ritardi delle altre province e le situazioni di difficoltà esterne e ci sono riforme al palo da troppo tempo». Dal dibattito è emerso che l’Abruzzo manca di autonomia per quanto riguarda il ciclo integrato dei rifiuti e questo genera costi elevati per il trasporto e lo smaltimento in altre regioni. Inoltre la nostra provincia soffre la mancanza di impianti funzionali per lo smaltimento.

I partecipanti all’incontro sono stati concordi nell’affermare che è necessaria la restituzione al territorio del polo tecnologico del Cirsu. «Quest’impianto rappresenta il 50% del piano regionale rifiuti», ha affermato Francesco Mastromauro, sindaco di Giulianova, «e permetterebbe la creazione di un circolo virtuoso interno con dimezzamento delle tariffe».

Adele Di Feliciantonio

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