Diminuiscono le imprese e l’export

7 Agosto 2019

Nel primo trimestre dell’anno 242 aziende in meno. Allarme della Cisl: «La provincia è in crisi, ne usciamo solo uniti»

TERAMO. I dati economici della provincia di Teramo, non brillano, anzi. È quanto sottolinea il segretario provinciale della Cisl, Fabio Benintendi, che parla di «una provincia che continua a registrare un abbassamento della “qualità” dell’occupazione e un sistematico e drammatico susseguirsi di crisi aziendali». Non è un caso se, fa notare il sindacalista, le ore di cassa integrazione straordinaria sono aumentate nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2018, del 162,23%. E se il tasso di crescita delle imprese cala dello 0,67 e sul fronte esportazioni si assiste a una frenata (-3,43%) nel primo trimestre 2019 rispetto ai primi tre mesi del 2018.
«Alle tante e note situazioni di crisi anche a livello locale, si aggiungono vere e proprie emergenze, a tutt’oggi irrisolte, che sono la ricostruzione, il traforo del Gran Sasso e l’isolamento delle aree interne», incalza Benintendi, «su questi temi la Cisl ha proposte da mettere sul tavolo, ma siamo costretti a registrare, ancora una volta, la mancanza di una strategia condivisa sulle priorità del territorio». La Cisl propone un tavolo «ma non il solito in cui ognuno fa interventi autoreferenziali rimanendo arroccati e innamorati delle proprie idee, ma che assicuri un confronto in tempi rapidissimi, che ci porti a individuare e a lavorare su due-tre emergenze da risolvere per creare le condizioni per un effettivo rilancio». Il sindacalista pensa oltre a ricostruzione e aree interne, a un più adeguato ed efficace utilizzo delle risorse messe a disposizione per l’area di crisi complessa. «Per farlo abbiamo bisogno di una comunità unita e solidale ed invece non facciamo altro che accumulare problemi, rispetto ai quali la comunità teramana, nelle sue varie articolazioni, non riesce a fare squadra».
Emblematica, dice, la vicenda del traforo del Gran Sasso: sala strapiena e dichiarazioni roboanti sulla soluzione del problema ma «l’unica cosa che è stata prodotta, a tutt’oggi, una corsia unica ed un limite di velocità. Idem per la Camera di commercio: «tante conferenze stampa, tante prese di posizioni e il risultato è sotto gli occhi di tutti: Teramo ha perso un'occasione per rimarcare e far valere la sua centralità e la sua indipendenza».
Intanto la Cisl, fa notare Benintendi, per quanto di propria competenza, si sta muovendo in diversi settori.
SPORTELLO LAVORO. Da un mese è stato creato lo “Sportello lavoro”che offre «una presa in carico delle persone lungo l’intero arco della vita». E quindi ad esempio assistenza sugli ammortizzatori sociali, ma anche formazione mirata per i profili che mancano sul mercato e servizi di supporto al collocamento. Come in altri territori saranno operativi accordi e convenzioni con i centri per l'impiego e le agenzie per il lavoro.
PASSAGGIO SCUOLA-LAVORO. La Cisl sta elaborando specifici progetti con le scuole superiori. «Indubbiamente la fase più delicata rimane la transizione scuola-lavoro, resa ancor più complessa da una crescente domanda di nuove competenze e dal ricorso a figure professionali sempre più flessibili e dinamiche. Abbiamo deciso di fare la nostra parte fino in fondo, avviando un confronto con il mondo della scuola che ci porti ad una seria e puntuale riflessione sui programmi di diffusione delle conoscenze digitali, sull’alternanza scuola-lavoro, apprendistato e tirocini», annuncia il segretario.
SOCIALE. Sempre più basilari diventano gli accordi bilaterali contenuti nei contratti collettivi nazionali delle diverse categorie. «Stiamo investendo tanto sul welfare contrattuale e le prestazioni della bilateralità perché è ormai evidente che il rafforzamento di questi strumenti può dare un sostegno, talvolta anche l’unico, ai lavoratori e alle loro famiglie rispetto alle difficoltà quotidiane per affrontare le cure sanitarie, le spese per i figli, i problemi di non autosufficienza», assicura Benintendi.
RISPETTO DEI CONTRATTI. In provincia sta prendendo piede, soprattutto nei settori metalmeccanico e nel commercio, la disdetta dell’applicazione dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative che determina un abbassamento della soglia delle tutele che non possiamo assolutamente accettare. E quindi riduzione dei giorni di ferie, di malattia, mensilità aggiuntive e retribuzione. «Chiediamo massima attenzione alle organizzazioni datoriali e alle tante stazioni appaltanti che gestiscono esternalizzazioni che vedono coinvolte migliaia di persone, per combattere un fenomeno che rischia di rendere ancor più difficile la condizione economica di tante lavoratrici e lavoratori», conclude.
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