Dipendenti Asl sospesi, scattano i ricorsi

Un operatore si è rivolto al Tar per la sospensiva, non concessa. Altre due istanze al giudice del lavoro
TERAMO . La stretta della Asl sui medici no vax sfocia in battaglie legali. Ai provvedimenti disciplinari, ancora in corso di emissione da parte dei vertici dell’azienda sanitaria, nei confronti del personale che nei mesi scorsi non ha adempiuto all’obbligo vaccinale sono seguiti i primi ricorsi.
Sono tre in particolare gli operatori, sospesi senza stipendio fino al 31 dicembre, che si sono rivolti al giudice per chiedere l’annullamento delle rispettive misure adottate nei loro confronti. Uno di questi ha impugnato l’atto d’interdizione al lavoro davanti al Tar, chiedendo la sospensione del provvedimento per poter rientrare immediatamente in servizio. Il ricorso sarebbe stato basato su aspetti tecnici dell’atto, che avrebbero evidenziato violazioni di carattere amministrativo, e non tanto su contestazioni relative all’obbligo vaccinale.
Il tribunale, però, ha respinto l’istanza, ritenendo che non sussistessero i motivi di urgenza per bloccare almeno temporaneamente la misura adottata dalla Asl. Sarà, dunque, l’udienza fissata per l’esame nel merito del ricorso presentato dal medico sospeso a dire l’ultima parola sulla legittimità del provvedimento.
In attesa della decisione definitiva il dipendente in questione avrebbe comunque chiesto la revisione del primo pronunciamento del tribunale amministrativo. Gli altri due operatori sanitari sospesi, invece, si sono appellati al giudice del lavoro per ottenere l’annullamento dei rispettivi atti di interdizione dall’attività professionale. In questo caso, però, l’esito del ricorso non è stato ancora definito. In ogni caso va avanti l’attività di accertamento da parte del Servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl relativa ai dipendenti che non si sono sottoposti all’obbligo della vaccinazione. Ulteriori misure disciplinari sono state emesse nei giorni scorsi e sono oltre venti gli operatori sanitari sospesi dal servizio.
I provvedimenti adottati dai vertici della Asl hanno efficacia, comunque, fino al 31 dicembre, in attesa di ulteriori disposizioni governative o di un ravvedimento da parte dei destinatari. In un caso, infatti, la sospensione è stata revocata nei confronti di un operatore che, dopo l’emissione della misura si è messo in regola sottoponendosi al vaccino. (g.d.m.)

