Dirigenti rinviati a giudizio per abuso d’ufficio

19 Settembre 2014

L’ex capo del settore viabilità riceve un incarico dopo la pensione. Cade l’accusa di peculato

TERAMO. Dopo essere andato in pensione da dirigente della Provincia, riceve un incarico dal suo successore per controllare la sicurezza di un cantiere e questo costa a entrambi un rinvio a giudizio per abuso d’ufficio. Cade però l’accusa più grave, quella di peculato, dalla quale sono stati entrambi prosciolti perché il fatto non costituisce reato. Così ha deciso ieri il giudice dell’udienza preliminare Domenico Canosa nei confronti dei due imputati: l’ex dirigente del settore viabilità della Provincia Agreppino Valente (difeso dall’avvocato Tommaso Navarra) e il dirigente dell’ente attualmente ancora in servizio Leo Liberatore (difeso dall’avvocato Pietro Referza). Secondo le accuse, all’indomani del pensionamento, per un periodo compreso tra luglio 2011 e maggio 2012, Valente ricevette da Liberatore, che momentaneamente lo sostituiva nello stesso ruolo, l’incarico di responsabile della sicurezza dei lavoratori nel cantiere del secondo lotto della strada a scorrimento veloce Teramo-Val Vibrata, un compito che Valente già svolgeva da dirigente della Provincia. Affidare l’incarico a qualcun altro con la normale procedura – così si sono difesi i due imputati – avrebbe comportato l’emanazione di un avviso pubblico con dei tempi molto lunghi e nel frattempo i lavori si sarebbero dovuti fermare. Tutto ciò avrebbe causato alla Provincia un notevole danno economico in quanto avrebbe dovuto pagare una penale molto forte all’impresa che si era aggiudicata l’appalto. Una motivazione che probabilmente è stata in parte accolta dal giudice, visto che ha prosciolto entrambi dall’accusa di peculato, ma c’è una norma che impedisce a un dipendente della pubblica amministrazione che va in pensione di ricevere un incarico retribuito dallo stesso ente: di qui il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio. «Siamo parzialmente soddisfatti», commenta l’avvocato Navarra, «perché l’accusa più grave è caduta. Ora affronteremo con serenità il giudizio». I due compariranno davanti al tribunale il 5 maggio dell’anno prossimo. (e.a.)

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