«Disabili, in città è impossibile salire sui bus pubblici»

TERAMO. Lo spiacevole episodio di "Enzino" Cipolloni, giovane disabile costretto sulla carrozzina che giorni fa è stato portato a braccia da alcuni viaggiatori su un bus Tua sulla linea tra Teramo e...
TERAMO. Lo spiacevole episodio di "Enzino" Cipolloni, giovane disabile costretto sulla carrozzina che giorni fa è stato portato a braccia da alcuni viaggiatori su un bus Tua sulla linea tra Teramo e Giulianova per via delle pedane non funzionanti, ripropone per il capogruppo del Pd in Comune Gianguido D'Alberto la necessità di dare risposte adeguate ai diritti fondamentali dei più deboli.
E così il consigliere non lesina stroncature sia verso le aziende pubblico di trasporto che non garantiscono mezzi adeguati, ma anche verso gli enti che trascurano un diritto fondamentale costituzionalmente riconosciuto come il diritto alla mobilità e alla libera circolazione delle persone. «Muoversi, accedere ai mezzi pubblici, non è un privilegio da concedere ma un impegno che si deve assumere per garantire pari diritti a tutti. Non basta scusarsi quando succedono questi episodi», puntualizza D'Alberto, «ma le aziende devono dotarsi di un parco mezzi completamente accessoriato per garantire l'accesso ai disabili. Inoltre c'è una legge regionale che garantisce contributi per l'adeguamento del parco mezzi, perché nessuno ne usufruisce?».
D'Alberto precisa anche che le responsabilità non vanno imputate solo alle aziende di trasporto, ma anche agli enti che non fanno la loro parte. Ad esempio nel comune di Teramo moltissime fermate non sono a norma e dunque non consentono ai mezzi di estendere le predelline per la salita dei disabili.
«Per discutere di questi problemi», continua il consigliere, «servirebbe innanzitutto una mappatura delle fermate non a norma, ma Teramo siamo all'anno zero sulla programmazione. Basti pensare che a sei mesi dall'approvazione di un piano sulle barriere architettoniche, non c'è alcun censimento delle criticità e alcun controllo del servizio di trasporto pubblico. Questo avviene anche perché il Comune continua a prorogare il servizio da anni senza alcuna gara. Ma ciò che è più grave è che nonostante le ripetute denunce delle associazioni dei disabili, quest'anno il Comune ha approvato un piano triennale delle opere pubbliche che sull'eliminazione delle barriere architettoniche prevede zero euro. Quest'amministrazione non solo se ne lava le mani, ma si scarica anche dell'onere di una programmazione che le consentirebbe almeno di attingere ad altri finanziamenti statali ed europei invece di negare i diritti ai disabili con la scusa che non ci sono risorse».
Marianna De Troia
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