Disagio abitativo alle stelle Il Sicet: «Tagliate canoni e Imu»

TERAMO. Il Covid aggrava il problema-casa. Il Sicet torna all’attacco, facendo due proposte. «L’ impatto sul sistema abitativo della crisi scatenata dal diffondersi del contagio da Covid19 ha...
TERAMO. Il Covid aggrava il problema-casa. Il Sicet torna all’attacco, facendo due proposte. «L’ impatto sul sistema abitativo della crisi scatenata dal diffondersi del contagio da Covid19 ha aggravato ulteriormente il sistema delle locazioni pubbliche e private nel territorio provinciale», esordisce il segretario del Sicet Antonio Di Berardo, «anche a Teramo il virus comincia a portare allo scoperto il disagio abitativo e i nuovi poveri. Si rileva un aumento delle richieste di beni primari, anche da categorie di persone che fino a qualche tempo fa vivevano agiate. Una situazione straordinaria di questa natura che, seppure contenuta, non può essere affrontata senza la cooperazione dei sindacati degli inquilini e dei proprietari, tant’è che giovedì (domani per chi legge, ndr) avremo un nuovo incontro questa volta con le organizzazioni dei proprietari». Le organizzazioni dei proprietari Confedilizia, Uppi, Asppi, degli inquilini, Sunia, Sicet, Uniat incontreranno all’Ater il presidente Maria Ceci, per rivedere i canoni di locazione calmierati
Ma non basta. Il Sicet propone alla giunta comunale di ridurre la tassazione Imu a carico dell’Ater, che è costretta a tagliare i fondi per la manutenzione ordinaria/straordinaria. Sul disagio abitativo che la pandemia ha notevolmente accentuato il Sicet ritiene «centrale il ruolo della Provincia e del Comune di Teramo». Pertanto Antonio Di Berardo chiede al sindaco Gianguido D’Alberto la convocazione di un tavolo di confronto «con tutti i soggetti istituzionali e di rappresentanza sociale e di tutte le sigle sindacali dell’inqulinato e dei proprietari. Oggi, la situazione in cui viviamo, è la più grave dal dopo guerra sotto il punto di vista socio-abitativo. Un enorme sasso è piombato con violenza sulle attività commerciali, artigiani, bar e ristoranti, che non riescono più a pagare gli affitti, sui tanti giovani che lavorano in nero, migliaia di persone che sono rimaste senza lavoro e senza reddito. Per far fronte a questa emergenza, che vede ancora una volta esposte le persone più fragili, occorre una sostegno concreto da parte della politica locale e regionale. Ma non basta, bisogna puntare su un forte rilancio dell'edilizia residenziale pubblica mediante investimenti con fondi regionali, nazionali e comunitari, per l’aumento degli alloggi Erp da destinare alle fasce sociali più bisognose del patrimonio immobiliare, ormai fatiscente, riqualificare i quartieri degradati unitamente ad una riforma organica della Legge Regionale di riferimento e per la gestione degli alloggi Erp».

