Disastro cimiteri 11 su 16 inagibili

26 Novembre 2016

Tutti danneggiati, adesso sono a rischio le sepolture A Cartecchio 400 loculi liberi, non basteranno a lungo

TERAMO. E’ pesantissimo il bilancio dei danni causati dal sisma nei cimiteri. L’esito dei controlli da parte delle squadre della Direzione centrale della Protezione civile, notificato ieri al Comune, conferma il drammatico quadro della situazione tracciato dai tecnici dell’ente subito dopo la violenta scossa del 30 ottobre. Delle sedici aree sparse sul territorio comunale, undici risultano del tutto inagibili e le altre comunque gravemente danneggiate. Le condizioni peggiori, tanto da farli classificare come di categoria E, sono state riscontrate nei cimiteri di Varano, Garrano, Rupo, Putignano, Cavuccio, Rapino, Frondarola, Caprafico, Poggio Cono e Miano. Non va molto meglio in quelli di Sant’Atto, dove quattro su cinque loculari sono di classificati tra A e B, per cui accessibili con interventi non troppo impegnativi, e Cartecchio, nel quale resta aperta solo l’area dei nuovi padiglioni.

ETERNO RIPOSO? Le gravissime condizioni in cui versano le aree cimiteriali, oltre a impedire le visite ai defunti da parte di moltissimi cittadini, rischia di sfociare in emergenza anche per le prossime sepolture. Le salme che non possono essere tumulate nei cimiteri frazionali inagibili vanno dirottate in quello urbano di Cartechio, dove ci sono liberi circa 400 loculi ma non tutti collocati in zone accessibili. «Sul lungo periodo, se gli interventi di ripristino richiederanno molto tempo, non avremo spazio sufficiente», avverte Pierangelo Stirpe, direttore dei sevizi della Team, che ha in gestione anche i cimiteri. Non c’è da tergiversare, insomma, anche se bisogna ancora capire chi dovrà occuparsi di messa in sicurezza e ristrutturazione degli spazi danneggiati. La questione resta aperta tra Comune e Team.

CHI FA COSA? Secondo Stirpe la partecipata comunale avrebbe difficoltà a gestire la mole di lavoro imposta da interventi da avviare contemporaneamente in tutti o più cimiteri. «Siamo una società di servizi», fa notare il direttore, «non abbiamo competenze né struttura interna in grado di affrontare una situazione del genere in tempi brevi». C’è poi la questione economica. Da una prima stima fatta dall’amministratore delegato della Team Luca Ranalli serviranno non meno di 500mila euro per rimettere in sesto i cimiteri. «Siamo di fronte a un evento eccezionale non disciplinato dalla convenzione che regola i rapporti tra il Comune e la società per la gestione dei servizio», sottolinea, «per questo è auspicabile che le spese sostenute per i lavori rientrino tra le somme rimborsate per i danni provocati dal terremoto».

L’INCONTRO. Gli aspetti tecnici e operativi degli interventi necessari nei cimiteri saranno comunque messi in chiaro oggi. Per le 10, infatti, il sindaco Maurizio Brucchi ha convocato una riunione con i vertici della Team finalizzato proprio a mettere a punto un piano d’azione. «La situazione è molto seria», premette il primo cittadino, «il report della Protezione civile parla da solo: i cimiteri pagano la violenza del terremoto e lo scotto degli anni, sono strutture realizzate in epoche passate e con criteri antichi». In ogni caso bisogna metterci mano capendo il prima possibile a chi competono gli interventi necessari. «C’è la convenzione che affida alla Team le opere di manutenzione dei cimiteri», fa rilevare Brucchi, «ma per chiarezza chiederemo un parere al comando centrale della Protezione civile». Di sicuro però, tiene a precisare il primo cittadino, il conto dei lavori rientrerà tra gli indennizzi legati alla ricostruzione post sisma. «L’obiettivo è comunque di riaprir e i cimiteri il prima possibile», conclude Brucchi, «partendo da quelli meno danneggiarti».

LA PROPOSTA. Sulla questione interviene anche il capogruppo del Pd in Gianguido D’Alberto. «Non possono pagare i cittadini per l’incertezza su chi deve intervenire», afferma, «si prevedono tempi lunghi e lo stallo tra Comune e Team rischia di allungarli ancora di più». Per questo il consigliere propone «un’apertura assistita» dei cimiteri, con la presenza di vigili del fuoco e Protezione civile anche per poche ore settimanali, in modo da soddisfare le richieste dei cittadini che non possono visitare i loro defunti. (g.d.m.-m.d.t.)

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