Discarica, Comune alla Regione «Si opponga all’ampliamento»

Atri, dopo il veto del comitato Via l’assessore Centorame sollecita una conferenza dei servizi «Il consorzio ha preannunciato delle controdeduzioni, ma il confronto deve avvenire subito»
ATRI. Clima sempre più teso sulla discarica di Atri. Il Comune sollecita la Regione e chiede con urgenza una conferenza dei servizi sulla questione ampliamento.
Dopo i 45 giorni di tempo richiesti dal consorzio “Piomba- Fino” per presentare ulteriori controdeduzioni al no del Servizio valutazioni ambientali (Via) della Regione alla costruzione del terzo invaso a Santa Lucia, l’assessorato all’ambiente guidato da Mimma Centorame chiede una conferenza allargata partecipata con le varie parti interessate per controbattere quasi in tempo reale alle mosse del consorzio.
Così spiega l’assessore Centorame: «In questi giorni si gioca una partita importante, il consorzio ha chiesto alla Regione altri 45 giorni di tempo per presentare ulteriore documentazione finalizzata a definire in dettaglio quanto osservato e noi vogliamo intervenire nel merito per fare in modo che non passi la linea del Consorzio». Il commissario Laura D’Alessandro di recente aveva evidenziato come tutti gli ostacoli apposti dal comitato Via fossero in realtà facilmente superabili e così aveva scritto: «Per le parti della nuova discarica che interessano aree sottoposte a vincolo idrogeologico occorrerà richiedere il nulla osta allo svincolo, le parti della nuova discarica che interessano aree sottoposte a vincolo idrogeologico caratterizzate da rischio moderato R1 e a pericolosità elevata P2 verranno spostate in aree idonee non ricadenti né in aree a rischio R1 né P2».
Riguardo alle osservazioni circa le aree poste vicino al sito di raccolta ritenuto di pregio agricolo il consorzio aveva evidenziato come tale dicitura non fosse corretta e da ricondurre alla macro-localizzazione dell’intervento. Altre controdeduzioni del Conosrzio avevano evidenziato come non vi fossero aree agricole con produzioni certificate e poi ancora che, in merito alla presenza di falde acquifere in località fosso “Campratone”, posto vicino all’invaso, queste non risultino inserite nell’elenco delle acque pubbliche .
E proprio su tale tema il consorzio si è detto pronto a fornire una documentazione «idonea a dimostrare l’ assenza di falde sotterranee».
Ora, dunque, la partita si giocherà proprio sui nuovi atti che il consorzio Piomba-Fino consegnerà alla Regione che a sua volta li sottoporrà a una nuova verifica e considerazione.
Giorni fa proprio sulle varie controdeduzioni presentate dal consorzio si era scagliato il comitato cittadino “Santa Lucia” che aveva accusato la gestione commissariale di essere insensibile ai temi di carattere ambientale e di difesa della salute pubblica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

