Discarica crollata, bonifica in due anni

14 Giugno 2019

Stipulata la convenzione tra Comune e Regione con finanziamento di 2,6 milioni. D’Alberto nominato commissario ad acta

TERAMO. L’ex discarica di contrada La Torre dovrà essere bonificata e chiusa nel giro di due anni. E’ la scadenza fissata nella convenzione, sottoscritta ieri mattina dal sindaco Gianguido D’Alberto e dal dirigente del servizio gestione rifiuti della Regione Franco Gerardini, che dà il via all’operazione. Il provvedimento ufficializza l’assegnazione al Comune di 2,6 milioni di euro derivanti dal Masterplan e destinati agli interventi necessari e conferma la nomina del primo cittadino come commissario ad acta per gli adempimenti necessari. La rendicontazione relativa all’opera, dunque, andrà consegnata alla Regione entro il 2021: il margine è ampio, ma la complessità della situazione dell’ex discarica crollata nel 2006 e finita al centro di varie inchieste giudiziarie impone di non perdere tempo.
A sottolinearlo è lo stesso sindaco che definisce il via libera alla convenzione un «risultato storico raggiunto dopo tanti annunci e promesse, anche in buona fede, che sono arrivati da tutti i livelli istituzionali». All’esultanza, però, deve immediatamente seguire l’operatività dell’intesa appena sottoscritta. «Non siamo all’anno zero, a novembre 2018 c’è stata una conferenza dei servizi, stiamo già lavorando e nonostante le difficoltà, cercheremo di anticipare i tempi». D’Alberto ricorda che quella di La Torre non è «una discarica come le altre, ha una storia di cui tenere conto» con criticità che renderanno complesse progettazione e realizzazione dell’intervento. Il pendio scosceso lungo il quale sviluppa l’impianto, il mescolamento tra argilla e rifiuti ripescati dal laghetto dopo il crollo e le infiltrazioni d’acqua piovana sono le principali problematiche riassunte da Alessandra Cafà, tecnico del Comune che sta seguendo il procedimento relativo alla bonifica. Lo stanziamento di 2,6 milioni è dunque un’occasione da non perdere secondo D’Alberto. «La mancata chiusura è già costata somme ingenti ai cittadini», ricorda il sindaco, «lo smaltimento del percolato è arrivato a costare anche 700mila euro all’anno che sono stati inclusi nel conto della Tari». Il sindaco attribuisce responsabilità di questa situazione a problematiche tecniche, ma anche a «una gestione politica superficiale» del passato. Per D’Alberto non si tratta di una critica ai predecessori ma di un dato di fatto. «Appena affidato lo smaltimento del percolato tramite gara d’appalto», osserva, «il costo è stato ridotto del 30%». La complessità dell’intervento è nota anche alla Regione che, assicura Gerardini, «resta aperta a recepire le esigenze tecniche e amministrative che saranno manifestate dal Comune». Il sostegno al commissario, designato proprio per accelerare la procedura, dunque non mancherà. Così come la Regione, sempre tramite il dirigente del servizio gestione rifiuti, si dice pronta a recepire eventuali richieste da parte dell’ente relative all’utilizzo per l’ex discarica della quota che deriverà dal ribasso d’asta sull’appalto dell’intervento principale. «Il sito ha criticità non facilmente gestibili e individuabili», conclude Gerardini, «se ne terrà conto».
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