Discarica di Atri, nove indagati Il pm: mancata bonifica del sito

Firmato l’avviso di conclusione: tra i nomi figurano quelli dell’attuale sindaco Ferretti e dell’ex Astolfi Sotto accusa anche i direttori generali e i commissari straordinari del consorzio Piomba-Fino
ATRI. L’inchiesta (l’ennesima) sulla discarica di Atri è chiusa. Questa volta al centro delle indagini della Procura (il pm Silvia Scamurra ha firmato l’avviso di conclusione) c’è la presunta mancata bonifica dell’area del vecchio e nuovo invaso e di Fosso Portella. I fatti contestati vanno dal 2015 ad oggi. Nove gli accusati di quello che l’autorità giudiziaria definisce il mancato rispetto delle norme previste dal testo unico ambientale (l’articolo 257 del decreto legislativo 152 del 2006): si tratta dell’ attuale sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti e dell’ex primo cittadino Gabriele Astolfi; di Carla Carpegna nella sua qualità di direttore generale facente funzioni del consorzio Piomba Fino dal 13 gennaio a marzo 2016; di Nicola Frattura, direttore generale del consorzio dal 18 marzo al 5 dicembre 2016; di Franco Gerardini, ex dirigente regionale del servizio rifiuti, qui indagato nella sua veste di direttore generale del consorzio fino al 13 gennaio 2016.
Gli altri 4 indagati sono i commissari straordinari che si sono susseguiti nella gestione del consorzio: Laura D’Alessandro, dal 15 novembre 2017 al 13 gennaio 2021; Alessandro Italiani dal dicembre 2016 al 13 gennaio 2021; Nico Carusi, attuale consigliere comunale di Tortoreto, commissario per pochi giorni dall’11 settembre al 17 settembre del 2020 (ci fu un ricorso al Tar) e Dario Ciamponi, funzionario regionale, commissario dal 14 gennaio al 13 luglio 2021. Tutti sono accusati della mancata bonifica della discarica. «Nelle loro vesti», si legge nell’avviso di conclusione, «in relazione al sito denominato discarica di Atri, non hanno effettuato nessun intervento di bonifica. In particolare dopo che gli stessi sono venuti a conoscenza, tramite monitoraggi effettuati nel 2015 e ripetuti nel 2020, che nella discarica erano emersi superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione». Secondo la Procura l’approvazione del piano di caratterizzazione sarebbe avvenuta tramite determina dirigenziale del Comune e non tramite conferenza dei servizi. I due sindaci, inoltre sono indagati anche per la mancata bonifica di Fosso Portella che si trova nell’area della discarica. Dopo l’avviso di conclusione gli indagati possono decidere di essere interrogati o di presentare memoria difensiva. Successivamente il pm deciderà se fare richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio.(d.p.)
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