Disegni, giochi e danze contro lo choc da guerra

14 Luglio 2022

PIETRACAMELA. Sorridere, giocare e rivedere il mondo a colori attraverso il linguaggio universale della solidarietà: è stato accolto con grande entusiasmo dai piccoli ospiti ucraini a Prati di Tivo...

PIETRACAMELA. Sorridere, giocare e rivedere il mondo a colori attraverso il linguaggio universale della solidarietà: è stato accolto con grande entusiasmo dai piccoli ospiti ucraini a Prati di Tivo il laboratorio ludo-terapeutico loro dedicato nato dall’idea del loro assistente medico Paolo Trentini e dalla generosità dell’insegnante teramana Marilisa De Dominicis che, con l'associazione culturale “Il favoloso mondo di Marilì”, ha risposto all’appello del medico pretarolo. Un appello di umanità per restituire tranquillità ai circa trenta bambini accolti con le proprie madri che hanno trascorso giorni di paura dopo aver assistito a un temporale: il rumore dei tuoni e i bagliori dei fulmini nero hanno fatto rivivere loro il dramma dello stare nascosti nei sotterranei di Mariupol tra bombe, devastazione e morte. Un incubo dal quale sono scappati, ma di cui si portano addosso ferite profonde.
Quelle ferite che Trentini ha toccato con mano e che non possono e devono essere ignorate. Un progetto nato come un riflesso di luce alla fine di un temporale, che ha l’obiettivo di riportare il sole negli occhi spenti di chi ha conosciuto troppo presto l’orrore della guerra. «Avendo l’incarico di gestire l’assistenza sanitaria dei circa cento ospiti ucraini dei Prati, tra adulti e bambini, sono rimasto colpito dagli effetti che un temporale estivo scoppiato la settimana scorsa ha avuto sui piccoli», racconta Trentini, «è come se in un istante fossero stati trasportati nello scenario di guerra che hanno vissuto, provocando reazioni incontrollate e riacutizzando traumi e ferite lesive della fragile psiche infantile. Così ho capito, mancando l’assistenza psicologica, che al di là delle mere prescrizioni avrei dovuto fare qualcosa in più che riportasse loro serenità». Mercoledì pomeriggio Marilisa, accompagnata dai propri figli che hanno fatto subito amicizia, ha guidato i piccoli ospiti in un viaggio di colori, suoni, ma soprattutto calore e dolcezza. «Dopo l’iniziale misto di curiosità e diffidenza c’è stato un crescendo di coinvolgimento empatico e relazionale con gli elementi proposti», spiega, «come rappresentazione visiva e non verbale, pantomina speculare, danze musicate con girotondi e laboratorio espressivo-pittorico in cui i bambini hanno espresso i loro vissuti». I piccoli hanno realizzato bellissimi disegni e attendono con trepidazione il prossimo appuntamento. «Siamo molto soddisfatti della risposta e abbiamo ravvisato la necessità di dare agli incontri una cadenza bisettimanale per la durata della permanenza», conclude De Dominicis. «l’appello a partecipare a questa nobile opera che riempie il cuore è aperto ad altre associazioni».
Adele Di Feliciantonio