«Disoccupati penalizzati rispetto ad altri»

9 Gennaio 2016

Protesta un gruppo di teramani senza lavoro: sotto accusa una qualifica che decide le graduatorie

TERAMO. Un gruppo di disoccupati segnala un modo, probabilmente legale, ma discutibile, per agevolare alcuni disoccupati rispetto ad altri. Si tratta di assunzioni tramite le liste dei disoccupati dell’articolo 16 della L56/87.

La selezione a cui fanno riferimento era rivolta ai disoccupati «con qualifica addetto all’immissione dati (profilo inesistente nella classificazione Istat) Cod Istat 412200 il cui codice è riferito all’unità professionale “Addetti all’immissione dati” che raggruppa le professioni che si prestano a svolgere tali mansioni.Se prima tali graduatorie venivano aggirate con strani stratagemmi come le assunzioni tramite agenzie interinali ora si è trovato il modo di premiare chi era stato prima assunto per vie diciamo “differenti dal solito” assegnando titoli a tavolino ed escludendo nel contempo quelli che il titolo lo hanno avuto a seguito di regolari corsi e superamento di esami». Tutto gira sui termini: se nella propria qualifica è presente una parola si accede alla graduatoria, se ce n’è un’altra no. «Vorremmo capire la differenza tecnica a tra un addetti all'immissione dati (scritto al plurale) e ammesso alla selezione e chi aveva il titolo di “addetto inserimento dati” o “operatore di computer per l'immissione dati” o “operatore meccanografico”, tutti titoli esclusi in quanto differenti dalla richiesta ma ritenute in tutta Italia professioni identiche tra loro», scrive il gruppo di disoccupati esclusi, «un tentativo davvero squallido, sostenuto pure dalla classe politica teramana, di indirizzare la selezione verso determinate persone e che in base alla legge doveva premiare chi aveva più anzianità di iscrizione e reddito basso. Persone con incarico di partito o che lavoravano alla Asl in vari profili si sono ritrovate ad avere un titolo senza avere superato alcun esame nè avere effettuato alcun corso in materia scavalcando chi i corsi li aveva fatti ed era pure davanti a loro nelle graduatorie».

Il disoccupato evidentemente si riferisce alla graduatoria da cui la Asl pescherà un gruppo di addetti all’immissione (e non all’inserimento) dati, appena saranno risolti alcuni dubbi burocratici. La soluzione adottata, secondo gli esclusi «ha creato ilarità tra gli stessi addetti ai lavori e sconcerto negli altri centri per l’impiego provinciali tempestati di proteste dei disoccupati e che ha gettato nella disperazione centinaia di famiglie. E’ bastato un click al pc per sfoltire la graduatoria e assegnare l’inusuale quanto inesistente qualifica professionale di addetto all’inserimento dati diventata poi a graduatoria ultimata addetti all’inserimento dati che già per il semplice fatto di essere espressa al plurale avrebbe dovuto far sorgere qualche dubbio ai solerti esperti in materia». I disoccupati sottolineano che al centro per l’impiego di Teramo hanno tutti gli strumenti per scoprire l’inghippo, anche telematici, ma ciò non è avvenuto. Anzi, la graduatoria non è stata pubblicata sul sito della Provincia. L’ha pubblicata solo la Asl venerdì 18 dicembre. E la scadenza per i ricorsi c’è stata il lunedì successivo.

«Malgrado l’evidenza e le palesi procedure errate pare che la Provincia di Teramo non abbia intenzione di recedere e di reintegrare i disoccupati ingiustamente esclusi», continua la lettera dei disoccupati, pronti a chiedere alla procura l’apertura di un’inchiesta, oltre all’accesso agli atti e di avviare una class action con richiesta di risarcimento verso i soggetti politici o non politici che sono coinvolti nella vicenda».©RIPRODUZIONE RISERVATA