Dissesto finanziario, no a sanzioni per ex amministratori e dirigenti

La Corte dei conti ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura regionale e da quella generale Sotto accusa era finito anche l’ex primo cittadino Alberto Pompizi, deceduto ai primi di gennaio
SANT’OMERO. La Corte dei conti (sezione centrale) in appello ha rigettato sia l’appello principale che quello incidentale promosso dalla Procura regionale e dalla Procura generale nei confronti dell’ex sindaco di Sant’Omero, Alberto Pompizi (deceduto all’inizio di gennaio), del vice segretario comunale e responsabile del servizio finanziario di allora (dal 2011 al 2013) Christian Francia, dell’ex assessore al bilancio Stefano Papa (difesi da Carlo Costantini) e del revisore dei conti Livia Merenda (difesa dall’avvocato Gabriele Rapali).
I fatti contestati si riferivano al mancato rispetto del Patto di stabilità (2011-2014) e alla causa del dissesto finanziario dell’ente, dichiarato in consiglio comunale il 14 ottobre 2014. Il giudizio nei confronti degli ex amministratori, dirigente e revisore contabile traeva origine proprio dalla dichiarazione di dissesto finanziario. Sulla vicenda, adesso, la Corte dei conti in appello – in via definitiva – ha messo la parola fine rigettando la richiesta di condanna di sanzione pecuniaria nei confronti di tutti. Parallelamente a quella della Corte di conti scattò, per un esposto depositato alla Procura di Teramo da parte dell’amministrazione del sindaco Andrea Luzii (insediatosi da poco), un’indagine relativa ad alcune operazioni contabili. Nel frattempo, la delibera di dissesto portò alla nomina della commissione straordinaria di liquidazione per accertare massa attiva e passiva dell’ente. Il Tar, successivamente, sospese l’efficacia della delibera di dichiarazione di dissesto. A quel punto, il consiglio comunale prese atto del pronunciamento del Tar e approvò i bilanci pluriennali (2014-2016). Nel 2017 il Tar, considerato che i bilanci erano stati approvati, dichiarò il ricorso improcedibile (il Comune venne rappresentato dallo stesso Rapali), essendo venuti meno i presupposti per l’esercizio dell’azione. La magistratura contabile, intanto, andava avanti. La Procura presso la Corte dei conti chiese la condanna degli indagati al pagamento delle sanzioni pecuniarie per violazione del patto di stabilità e per la responsabilità della dichiarazione di dissesto. Nel 2021, la richiesta venne rigettata anche per mancanza del quadro probatorio che la Procura avrebbe dovuto dimostrare. Oggi, il collegio giudicante è arrivato a pronunciare la sentenza di rigetto dell’appello della Procura.
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