Divieto di balneazione fantasma per 48 ore

21 Luglio 2016

Ordinanza emessa e revocata dopo gli esami dell’Arta, ma il Comune non la pubblica sul sito

ROSETO. Divieto di balneazione emesso e revocato nell’arco di 48 ore tanto da risultare quasi invisibile. L’inizio della vicenda risale al 13 luglio, data in cui l’Arta ha comunicato l’esito dei controlli su alcuni campioni di acqua prelevati qualche giorno prima nel tratto di mare antistante la zona di piazza Filippone e via L’Aquila, praticamente la zona centrale della costa rosetana, da cui risultava l’eccessiva presenza di elementi inquinanti. Nello stesso giorno il sindaco Sabatino Di Girolamo ha emanato l’ordinanza di divieto di balneazione «a titolo temporaneo cautelativo» disponendo contemporaneamente il posizionamento dei cartelli di divieto di balneazione nelle zone interessate.

Due giorni dopo l’Arta ha comunicato i dati relativi agli esami su nuovi campioni di acqua, questa volta prelevati successivamente a quelli risultati inquinati, i cui parametri sono risultati abbondantemente entro i limiti, tanto da consentire al sindaco di far rimuovere i cartelli di divieto. La vicenda non ha mancato di suscitare delle polemiche, rimbalzate anche sui social, perché in molti non hanno avuto riscontro della notizia sul sito del Comune né sulla stampa locale come in genere accade quando si verificano casi del genere. Si è quindi parlato di ordinanza fantasma, in quanto non se ne sono trovate tracce neppure sull’albo pretorio on-line del Comune. «Nulla di tutto questo», replica Simone Tacchetti, assessore comunale ai lavori pubblici, «si è trattato solo di un problema di comunicazione legato al fatto che ci siamo insediati solo da qualche settimana durante le quali, peraltro, abbiamo dovuto far fronte anche all’emergenza maltempo. Ad ogni modo i cartelli di divieto sono stati messi regolarmente e nei tempi giusti nei tratti di spiaggia interessati, pertanto i diretti fruitori dei tratti di mare interdetti alla balneazione erano informati della situazione». La situazione mette comunque in evidenza due aspetti del problema: la carenza della portata della rete fognaria e gli allacci non corretti da parte dei privati. Esattamente un mese prima, cioè il 13 giugno, lungo la statale 16 in pieno centro cittadino da un tombino è fuoriuscita una notevole quantità di liquami maleodoranti, tanto da far scattare l’allarme dei residenti. Oltre ai possibili danni alla salute pubblica, restano quelli all’immagine della città che quest’anno sono già stati evidenziati dal mancato conferimento della Bandiera blu dopo 12 anni.

Federico Centola

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