Divorzio breve, già decine di casi in città

Le separazioni in Comune sono state 35 dall’inizio del 2015 ad oggi, i divorzi sono arrivati a 29
TERAMO. Divorzio breve: ad oltre un anno dalla sua entrata in vigore (era il dicembre 2014) si sta rivoluzionando la casistica e anche a Teramo c'è chi ha colto la possibilità più veloce ed economica di separarsi rivolgendosi agli uffici comunali dell’anagrafe. Basti pensare che nel 2015, attraverso le vie brevi che consentono di separarsi con una spesa di appena 16 euro e di completare l'iter entro soli 30 giorni dalla prima istanza, al Comune sono state registrati 21 casi di separazione brevi, 26 se si considerano cinque casi completati attraverso la richiesta agli avvocati. Per quel che riguarda i divorzi si sono invece registrati 16 casi più un divorzio completato dal legale. Nel 2016, quando sono trascorsi cinque mesi, i numeri sono stazionari per le separazioni e in netto aumento per i divorzi. Da gennaio si sono infatti registrate sette separazioni in Comune e due attraverso gli avvocati mentre i divorzi formalizzati sono già arrivati a quota 12.
E' difficile capire in termini di casistica quanto i volumi incidano sul totale in assenza dei dati complessivi del tribunale, ma certo è che i teramani non stanno affatto sottovalutando la possibilità di separarsi davanti all'ufficiale civile. Una procedura che può essere fatta solo in presenza di condizioni precise: non devono esserci figli minori, portatori di handicap, o se maggiorenni devono essere autosufficienti ed economicamente autonomi. La separazione inoltre è possibile inoltrarla in Comune solo a condizione che l'accordo non contenga atti con cui si dispone il trasferimento di diritti patrimoniali. Va infatti ribadito che la separazione, e a seguire il divorzio, non incide sulla ripartizione dei beni che va invece puntualizzata attraverso accordi notarili.
Intanto, se le coppie che scoppiano al Comune di Teramo "sono entrate a regime", per le unioni civili bisogna ancora attendere. Dagli uffici rendono noto che è ancora impossibile celebrare il rito con la nuova formula poiché non sono ancora arrivate le circolari del ministero per autorizzare e organizzare le procedure in attesa dei decreti attuativi. Tuttavia nel giro di un mese questo gap dovrebbe essere superato e gli uffici potrebbero essere messi in condizione di effettuare anche le unioni civili.
Marianna De Troia
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