«Dobbiamo stoppare la mala movida»

30 Luglio 2016

L’associazione dei locali da ballo dà ragione a chi protesta e chiede più regole per fermare chi devia

TERAMO. Suona come un’amara denuncia la nota con cui Gianpiero D’Angelo, presidente Silb-Fipe di Teramo, risponde alle tante proteste dei cittadini contro le esagerazioni della movida.

«La nostra associazione, che rappresenta gli imprenditori della notte, prende le distanze dagli episodi di mala-movida denunciati sulla stampa dai cittadini di viale Orsini o del centro storico di Giulianova, così come quelli di via Latini a Roseto o di Pineto oppure del lungomare di Alba Adriatica. Da anni», scrive D’Angelo, «cerchiamo di sensibilizzare le amministrazioni perché questi incresciosi episodi danneggiano tanto i cittadini quanto le imprese della notte dando una immagine distorta della sana-movida. Da elemento di risorsa attraverso cui rendere viva una città, come è stato nella Spagna post franchista dove la movida si è sviluppata all’insegna della creatività con progetti concreti nelle arti figurative, nella moda e nelle nuove tecnologie, nella provincia di Teramo questo termine ha assunto una forte connotazione negativa tanto che nella maggior parte dei cittadini evoca oramai gli eccessi nel consumo di alcol e stupefacenti, l’inquinamento acustico, vandalismo e illegalità, una pressione antropica incontrollata su porzioni del territorio urbano che rende prigionieri i residenti e di fatto vandalizza il contesto. La mala-movida – secondo Gianpiero D’Angelo – è un connubio nefasto tra una domanda verso l’alto di alcolici, soprattutto da parte di giovani e adolescenti, e una offerta incontrollata di bevande da parte di operatori spregiudicati che si concentrano in via esclusiva su questa attività, spesso con format semplificati all'osso o nascosti dietro false associazioni no-profit».

Per il presidente provinciale della Silb Fipe è necessario un salto di qualità attraverso una maggiore regolamentazione di queste attività: «Non accettiamo che i nostri sforzi per rendere la movida un volano di attrazione per le nostre città vengano vanificati da qualcuno che pensa di cannibalizzare il territorio speculando su devianze sociali con la compiacenza e la disorganizzazione normativa di qualche Comune. Le istituzioni devono fare la loro parte a tutela dei cittadini, delle imprese e del territorio e, se non sono capaci, possono sempre farsi consigliare».

Mirella Lelli

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