Docenti, sì al bonus di 500 euro per l’aggiornamento

27 Settembre 2015

Reazioni positive nel Teramano ma c’è anche diffidenza «Speriamo che il governo stavolta mantenga gli impegni»

TERAMO. Cosa pensano i docenti del bonus di 500 euro in arrivo, annunciato dal governo Renzi, per le attività di formazione e aggiornamento professionale? Lo abbiamo chiesto ad alcuni insegnanti che lavorano in scuole, diverse per ordine e grado, della provincia.

«In generale è un'iniziativa positiva, se usata nel modo giusto. Con questa formula ogni insegnante potrà gestire il tipo di aggiornamento che ritiene più opportuno per la propria formazione», spiega Anna Carrera, che insegna nella scuola dell'infanzia dell'istituto comprensivo 2 di Giulianova, «a differenza di quanto è avvenuto finora nella scelta dei corsi: venivano privilegiate alcune aree didattiche a discapito di altre, essendo una decisione collegiale, presa per tutto l'istituto».

Più cauto è Angelo Di Carlo, che insegna matematica all'istituto superiore "Alessandrini-Marino-Forti". «Anche in una riforma precedente era previsto un fondo per l'aggiornamento dei docenti. In molti fecero gli acquisti ma non vennero mai rimborsati. Adesso ci hanno assicurato che arriveranno con un accredito, forse già da ottobre», ha dichiarato il professore, «per il 2016, invece, dovrebbero fornire una card ricaricabile con una somma annuale di spesa. Sperando che mantengano gli impegni, questo può essere considerato un aspetto positivo anche se la riforma sulla "Buona Scuola" è discutibile per altri versi».

Si dice scettica riguardo al bonus Anna Pacifico, docente dell'istituto "D'Alessandro-Risorgimento" di Teramo. «Non ci credo finché non lo vedo, perché si è parlato tanto di "Buona Scuola", ma per esempio ci sono plessi che hanno ricominciato senza avere ancora gli insegnanti di sostegno assegnati», ha affermato la docente, «mi auguro che questi 500 euro ci siano. Una volta c'era un ente accreditato per gli aggiornamenti, ora o li paghi da te e costano, o diventa difficile seguirne alcuni specifici per la propria area di insegnamento».

Valentina Stella Iachini, docente della scuola primaria all'istituto comprensivo "Teramo-4" di San Nicolò, invece, sottolinea che c'è poca chiarezza in merito e non soltanto riguardo al bonus. «Non facciamo che chiederci come ci daranno questi 500 euro e come potranno essere spesi. C'è molta confusione, anche se l'idea è positiva», spiega la docente, «perché ci danno la possibilità di poter seguire degli aggiornamenti, che di solito costano parecchio. Io stessa spendo molto per il materiale didattico e i libri».

Che la formazione sia un capitolo di spesa importante per i docenti lo ricorda anche Matilde Di Gregorio, che insegna alla scuola primaria all'istituto "D'Alessandro-Risorgimento". «Negli anni ho speso diversi soldi per gli aggiornamenti e la formazione costa. Non è ancora molto chiaro come sarà effettuata la distribuzione del bonus, se sarà dato agli insegnanti, o alla scuola», ha spiegato la docente, «ma negli ultimi anni non avevamo più nessun tipo di fondo che potesse essere utilizzato per la formazione. Gli unici spiccioli che si sono potuti spendere sono stati sui corsi della sicurezza, molto costosi perché tenuti da personale qualificato, che erano obbligatori per legge. Poter avere in qualsiasi forma essa sia una cifra, anche se esigua, è positivo».

Chiara Di Giovannantonio

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