Dodo: «Il mio dialogo con il Pd continua». Ma Mariani lo gela

4 Maggio 2016

Cosa cambia per Alfonso Di Sabatino Martina alla luce dell’accordo trovato lunedì sera con il resto del centrodestra? Chiamato a rispondere sui suoi recenti abboccamenti con il centrosinistra, l’ex...

Cosa cambia per Alfonso Di Sabatino Martina alla luce dell’accordo trovato lunedì sera con il resto del centrodestra? Chiamato a rispondere sui suoi recenti abboccamenti con il centrosinistra, l’ex vicesindaco dichiara: «Il mio dialogo resta aperto, certo è che il Pd non può aspettarsi che io mi assuma la responsabilità di essere il boia di Brucchi per fare un regalo al centrosinistra. Ho chiesto discontinuità ai miei alleati», dice "Dodo", «e mi è sembrato che i presupposti gettati al tavolo politico in questa direzione ci siano». Mentre i bene informati garantiscono che la rotazione riguarderà solo le deleghe, e non ci saranno né il taglio del numero degli assessori né nomi nuovi, l'apertura che Di Sabatino continua a rivolgere al centrosinistra incontra adesso l'irrigidimento del capogruppo Dem Sandro Mariani. «Dodo Di Sabatino non può essere un nostro interlocutore finchè terra attaccata la spina a Brucchi», ha detto Mariani, «ha votato il Piano economico e finanziario della Team, adesso si prepara a votare il bilancio sostenendo ancora la maggioranza. E' difficile aprire un dialogo finchè continuerà a tenere a galla gli artefici di un'esperienza amministrativa fallimentare. Perché per il momento l'unico dato certo è che lui sta tenendo in vita Brucchi senza alcuna ragione politica visto che a differenza degli altri non esprime nemmeno un assessore».

Intanto il leader di Fratelli d’Italia-An Giandonato Morra aspetta di conoscere i contenuti politici emersi dall'accordo di lunedì sera per fare dichiarazioni, ma per ora ammonisce: «Spero non ne scaturisca solo un'azione di maquillage, ma una ristrutturazione politica seria. Se il sindaco vorrà parlarci della sua operazione amministrativa e del rilancio dei programmi ascolteremo. Noi per ora stiamo in minoranza». (m.d.t.)