Dolore e lacrime per l’addio a Emiliano

In tanti ai funerali del 43enne dipendente comunale stroncato da un malore nel sonno e trovato dalla mamma
TERAMO. In tantissimi, a cominciare dai colleghi di lavoro addolorati, si sono ritrovati nel Duomo per l’ultimo saluto a Emiliano Melchiorre, il 43enne dipendente comunale stroncato da un malore nel sonno.
I funerali si sono svolti ieri pomeriggio in una chiesa affollata di amici e conoscenti. Tra i presenti anche il sindaco Gianguido D’Alberto.
Ad uccidere il giovane impiegato dell'Erp (l'ufficio dell'edilizia residenziale pubblica) è stato un malore: mercoledì mattina la madre, con la quale viveva, non l'ha visto alzarsi per andare al lavoro e l'ha raggiunto nella sua stanza da letto, nella casa di via Vinciguerra La donna ha subito chiamato i soccorsi: nell'appartamento sono arrivati gli operatori del 118 e una volante della Polizia ma non c'è stato nulla da fare. Il magistrato di turno alla luce delle evidenti cause naturali del decesso, ha firmato il nulla osta per la sepoltura. La notizia della scomparsa del 43enne si è subito diffusa in città dove in tanti conoscevano ed apprezzavano il giovane impiegato. Modi garbati, sempre disponibile e affabile: così viene descritto Melchiorre che prima di approdare all'ufficio Erp aveva lavorato, sempre per il Comune di Teramo, all'anagrafe e precedentemente alla biblioteca Delfico. Sconvolti amici e colleghi di lavoro, addolorata l'amministrazione. Il sindaco 'Alberto ha espresso vicinanza alla famiglia rivolgendo un messaggio di cordoglio e affetto a nome di tutta l'amministrazione: «Caro Emiliano, il tuo sorriso, la tua educazione, la tua disponibilità, la tua nobiltà d'animo resteranno sempre nei nostri cuori e in quelli di chiunque ti abbia conosciuto. La tua scomparsa lascia in noi un grande vuoto».

