Domani nuovo sciopero alla Betafence

Tortoreto, lavoratori furiosi perché la multinazionale non ha portato i dati del bilancio alla riunione al ministero
TORTORETO. I lavoratori a rischio della Betafence di Tortoreto dicono “no” all’attesa sul futuro del loro stabilimento: indetto per domani uno sciopero di otto ore, con tanto di picchetto e conferenza stampa per annunciare le prossime azioni sindacali che verranno intraprese. Resta attivo il presidio fisso davanti ai cancelli.
Questo è quanto deciso durante l’assemblea di ieri pomeriggio, in cui i 155 lavoratori dell’unica sede italiana della multinazionale delle recinzioni hanno appreso l’esito della riunione in videoconferenza di martedì con i vertici del gruppo Praesidiad che controlla Betafence, i rappresentanti delle sigle sindacali e quelli del ministero dello Sviluppo economico. L’azienda non si è infatti presentata alla riunione con i dati promessi, ma rinviando di altre quattro o sei settimane la valutazione di un piano alternativo a quello che prevede la chiusura dello stabilimento tortoretano. La stessa azienda ha ammesso anche che, nelle ultime due settimane, quindi dopo l’annuncio della chiusura, la Betafence Italia ha perso oltre due milioni di euro di commesse e la fiducia di una grande fetta dei clienti.
Tutto questo non è andato giù ai lavoratori, arrabbiati per l’incertezza sul futuro dello stabilimento e del loro posto di lavoro. Il nuovo timore è che, attendendo ancora un mese o più, la perdita di clienti per la Betafence possa diventare talmente grave da provocare danni irreversibili all’azienda e quindi giustificare la chiusura dello stabilimento, che prima invece produceva numeri positivi. Già subito dopo l’incontro ministeriale, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm avevano parlato di «comportamento inaccettabile e irrispettoso dell’azienda», lanciando un appello alle istituzioni locali e una stoccata alla Regione, accusata di essere «assente e disinteressata rispetto alla vertenza».
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