Don Aniello ai giovani: «Tornate a incontrarvi»

18 Maggio 2022

Il prete anticamorra invita a praticare nel quotidiano la cultura della legalità Il 23 in piazza un altro evento con esperti di criminalità e testimoni di giustizia

TERAMO. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come esempi da seguire nella quotidianità. Don Aniello Manganiello, il prete di strada da anni in prima linea nel contrasto al crimine organizzato, ieri a Teramo ha rinnovato il suo messaggio di lotta per la legalità, la giustizia e la solidarietà parlando a una attenta platea di studenti. Don Aniello, ospite del Premio Borsellino che da mesi porta avanti in Abruzzo appuntamenti di sensibilizzazione sul tema delle mafie rivolti soprattutto ai giovani, è stato accolto dall'organizzatore dell'iniziativa Leo Nodari, dal sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto e dalle dirigenti scolastiche Manuela Divisi e Letizia Fatigati. Don Luca Chirizzi ha portato i saluti del vescovo di Teramo e Atri, monsignor Lorenzo Leuzzi, ieri impossibilitato a presenziare l'incontro.
Un incontro che ha visto protagonisti studenti e studentesse delle scuole Savini, Teramo Cona e Zippilli e dove la legalità è stato il tema principe, toccato e letto sotto molteplici punti di vista. Don Aniello ha ricordato come la cultura della legalità nasca dall'agire quotidiano ed è per questo che risulta fondamentale lavorare sui giovani e nelle scuole, tramite una forte rete istituzionale: «Non siamo tutti chiamati a fare i magistrati come Falcone e Borsellino, ognuno di noi ha un suo percorso ma in quel percorso possiamo seguire quotidianamente l'esempio di questi magistrati che hanno dato la vita per la legalità», ha detto don Aniello, «la mafia, lo voglio ricordare, non trae forza dalla mafia ma dai cittadini e dalle scelte che questi fanno: perciò l'agire di tutti noi è importante. La legalità è conveniente, vale la pena rispettare le regole e le leggi. Impegnarsi in ciò che si fa, non essere indifferenti. E guai a pensare che la criminalità organizzata sia una questione del Sud: purtroppo è ovunque».
Don Aniello ha poi fatto suo il messaggio del procuratore Nicola Gratteri, che di criminalità organizzata si occupa da anni, nell'invitare i giovani a ritrovarsi, a vivere i rapporti in modo autentico e diretto, a riappropriarsi degli spazi pubblici e delle piazze «che altrimenti altri occuperanno, per finalità ben diverse: la legalità passa anche da qui, dall'incontrarsi per costruire». Il prete è tornato a sottolineare la centralità della scuola e dell'unione delle istituzioni nel divulgare la cultura della legalità e su questo le dirigenti hanno ricordato i progetti che gli istituti teramani portano avanti, a partire proprio dall'adesione al Premio Borsellino. Premio che, nell'ambito delle celebrazioni dei 30 anni delle stragi di Capaci e via D'Amelio, il 23 maggio porterà in piazza Martiri a Teramo un importante evento che coinvolgerà scuole e istituzioni in un confronto con esperti di criminalità e testimoni di giustizia. Gli ospiti per l'occasione saranno: David Mancini, magistrato; Angiolo Pellegrini, generale dei carabinieri; Luigi Leonardi, imprenditore e testimone di giustizia; padre Maurizio Patriciello, parroco di Caivano.
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