Don Luigi sarà messo a riposo e don Ennio attacca il vescovo

26 Agosto 2016

Il parroco di Corropoli parla di «monarchia assoluta» dopo la lettera che il capo della diocesi ha inviato al collega di Sant’Omero, prossimo agli 80 anni, annunciandogli il pensionamento

SANT’OMERO. Una vita dedicata alla missione pastorale, alla cura dell’anima di migliaia di persone incontrate lungo il proprio cammino. Ora don Luigi Consorti, parroco di Sant’Omero, sta per raggiungere gli ottant’anni d’età e andrà a riposo dopo 53 anni di sacerdozio. Così vogliono le leggi della chiesa, così ha deciso il vescovo di Teramo-Atri, Michele Seccia, che le applica. Con una lettera, la principale autorità ecclesiale diocesana ha comunicato al prete che a fine settembre potrà cessare il servizio sacerdotale. Non una imposizione, a quanto pare, ma una opportunità visto che, come sembra, se don Luigi volesse, potrebbe ancora proseguire.

Ma la pur pacata missiva un po’ di polvere l’ha sollevata. Ad alzare il tono di voce contro il vertice della diocesi è don Ennio Di Giovanni, già parroco di Torano Nuovo e Mosciano Sant’Angelo e da un po’ di tempo di Corropoli, che non lesina stilettate. «Anche nella Chiesa c’è la monarchia assoluta», tuona il presbitero. Il riferimento è tutto alla lettera che il vescovo ha inviato a don Luigi Consorti e che a quanto pare don Ennio Di Giovanni, la cui vis polemica è nota e lo ha caratterizzato in più e in diverse occasioni, ha mal digerito. Di Giovanni è stato sempre legato a don Luigi e, forse, la preannunciata messa in quiescenza del collega e amico lo ha irritato.

Va precisato, in ogni caso, che quello che il vescovo Seccia ha decretato è ciò che qualsiasi responsabile diocesano avrebbe fatto per sopraggiunti limiti di età nei confronti di qualsiasi sacerdote della diocesi. La figura di don Luigi Consorti è però particolare, e la comunità cattolica teramana, non solo santomerese, lo sa bene. Uomo carismatico, devotissimo alla Madre Celeste, don Luigi è stato un esorcista fra i pochi d’Abruzzo. E’ anche tra i pochi che veste l’abito talare tutti i giorni e che dice messa anche a domicilio. Il parroco della chiesa della Santissima Annunziata di Sant’Omero (che raggiungerà gli ottant’anni a marzo) ha compiuto 53 anni di sacerdozio. Originario di Isola del Gran Sasso, la sua vocazione fu annunciata da Padre Pio quando predisse alla madre che uno dei suoi figli sarebbe diventato sacerdote. Responsabile del Movimento Mariano di Marche, Abruzzo e Molise, a don Luigi si deve la ristrutturazione delle principali chiese di Sant’Omero: San Rocco, Sant'Angelo Abbamano e l’antichissima Santa Maria a Vico oltre alla chiesa della Santissima Annunziata ed alle cappelle interne del cimitero di Sant'Omero e della casa di riposo.

Alex De Palo

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