Donati gli organi di una mamma 40enne

26 Giugno 2024

Simona Licani, teramana, era un’operatrice socio sanitaria e studiava da infermiera: prelevati cuore, fegato e cornee

SANT’OMERO. Il cuore a Palermo, il fegato nel Lazio, i reni e le cornee all’Aquila. L’ultimo gesto d’amore di Simona Licani, 40 anni, originaria di Teramo e da tempo residente a Sant’Egidio alla Vibrata, riaccende una speranza di vita a malati in attesa di trapianto. Lei che aveva fatto dell’aiuto alla persona un mestiere, essendo già Oss (operatrice socio-sanitaria) alla Asl di Teramo e che stava studiando per diventare infermiera, non è riuscita a raggiungere l’obiettivo che l’avrebbe portata in corsia a curare i malati.
Una tragedia inattesa, quella di Simona, iniziata otto giorni fa quando era andata in ospedale a Sant’Omero perché non stava bene. Stava per essere dimessa dopo la visita, fanno sapere i familiari, quando improvvisamente, davanti alla macchinetta del caffè e in attesa che il padre la venisse a riprendere, si è sentita male. Embolia polmonare, è stato il primo sospetto diagnostico formulato. Eseguita la Tac, la donna è stata ricoverata in Rianimazione dove è rimasta incosciente fino alla morte cerebrale. La speranza che i parametri vitali di Simona (che lascia una figlia 18enne, il fratello, la madre e il padre) dessero segni di ripresa si è infranta due giorni fa, quando l’elettroencefalogramma ha riscontrato assenza di attività cerebrale. Non c’era più nulla da fare. Così, con il consenso dell’amata famiglia, a cui era legatissima, i medici hanno staccato la spina non prima di aver chiesto e ottenuto il consenso all’espianto degli organi. Consultando la banca dati, sono stati individuati i soggetti compatibili in attesa di trapianto. I familiari hanno fatto quello che Simona avrebbe voluto se fosse venuta a mancare, ossia donare una speranza di vita agli altri. Nonostante distrutti dal dolore, hanno trovato la forza di pensare ad altre persone sofferenti sparse per l’Italia. Era l’unica maniera per “riportare in vita” Simona, facendola rinascere in altri malati. Ieri mattina, le diverse équipe hanno raggiunto l’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero. Gli organi sono stati tenuti attivi durante l’espianto in sala operatoria. Poi il viaggio verso Sicilia, Lazio, L’Aquila.
Adesso, la famiglia pensa a dare degna sepoltura all’aspirante infermiera. I funerali dovrebbero tenersi domani. Poi, verrà il tempo di fare luce sulle circostanze precedenti il coma. La salma di Simona è stata ricomposta e visitata da parenti, amici e colleghi, compresi quelli del corso di Scienze infermieristiche dell’ateneo dell’Aquila (sede distaccata di Teramo) con cui Simona aveva uno splendido rapporto. Dolore e cordoglio sono stati espressi anche dai docenti del corso, che all’ultimo esame le avevano messo il massimo dei voti.
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